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Calcio Serie B

Perugia-Benevento 3-1. Umbri scintillanti, campani senza scampo.

Di Redazione ASI 18 Marzo 2017 – 00:23 2 min di lettura

PgBenevento3(ASI) Il Perugia brilla di notte. Batte il Benevento con merito e lo avvicina in classifica. I grifoni esibiscono un gioco scintillante, aiutati all'inizio, certo, dal gol di Nicastro dopo appena 26 secondi.

Ma c'è dell'altro da segnalare stasera nella prova del Perugia. Il ritorno al 4/3/3 e agli interpreti del girone di andata, coincide con una delle migliori partite dell'annata. Un Di Carmine in forma smagliante e il solito Nicastro che vede la porta come nessun altro, confezionano la vittoria, completata dal terzo gol, quello di Acampora, che sembrava aver chiuso i conti. Poi, nel finale, l'espulsione di Belmonte su un contropiede preso per una gestione scriteriata del pallone in attacco, ha costretto i grifoni a soffrire gli ultimi 12 minuti più i 5 di recupero. Il Benevento non attraversa un gran momento, anche se ha qualità da vendere e, quando attacca, è ficcante e sa verticalizzare in maniera egregia con la regia di Falco. Però, i campani agevolano il Perugia perché nel 4/2/3/1 architettato da Baroni, i quattro davanti non danno una mano a contenere e così la squadra di Bucchi, quando attacca con le sue geometrie, quasi ad ogni affondo crea un pericolo. Funzionano le fasce, in particolare quella di sinistra. In mezzo, Ricci svolge ottimamente il compito di svariare il gioco tra le due fasce, mentre Acampora e Brighi si inseriscono creando il panico alla retroguardia ospite. L'unico neo dei biancorossi, dopo l'1-0, è stata la solita incapacità di gestire la partita a ritmi più bassi di quelli forsennati che, nel primo quarto d'ora, avevano stordito i campani. Ma, riportatosi avanti con l'ennesimo gol da bomber d'area di Di Carmine(sarà anche una seconda punta, ma ultimamente Samuel segna come un centravanti puro) il Perugia poi ha gestito il vantaggio al meglio. Hanno aiutato la tenuta, nel secondo tempo, anche l'ingresso di Gnahorè, più incontrista, per Ricci; e quello di Terrani al posto di Guberti, con l'ex lucchese capace di coprire con abnegazione la sua fascia anche svolgendo il compito, quando necessario, di quinto di centrocampo. I patemi nel finale, imputabili alla inferiorità numerica dopo l'espulsione di Belmonte, non inficiano in alcun modo la qualità e l'importanza della vittoria. Ora i grifoni sono attesi da avversari meno disposti a far giocare, cominciando dal Carpi. E dovranno dimostrare che, dopo quella dei risultati, anche l'altalena delle prestazioni è finita, per lasciare il posto ad una continuità che sarebbe la miglior finestra con vista sui play off.

Nota della Redazione

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