(ASI) Roma. Alla fine ci voleva l'acuto dell'uomo forse più discusso di questa parte di stagione. Dapprima un momento di appannamento dopo uno scintillante avvio, poi l'infortunio. E ora il ritorno in grande stile. Quando conta Paulo Dybala c'è sempre e questa sua giocata a pochi secondi dal fischio finale può rivelarsi di importanza capitale. La Juventus, nonostante non abbia brillato in una gara povera di contenuti tecnici, non ha nessuna intenzione di mollare lo scudetto e, malgrado le numerose defezioni, è riuscita a compiere una vera impresa. Intendiamoci, il risultato premia forse eccessivamente i bianconeri, ma la Lazio, che pure qualche pericolo l'ha creato paga una condotta troppo rinunciataria. In attesa del grande scontro tra Napoli e Roma ecco dunque che, almeno momentaneamente, cambiano le gerarchie in vetta.

Se per la Lazio il 3-5-2 (3-5-1-1 per l'esattezza con Luis Alberto alle spalle di Immobile) era in un certo senso ipotizzabile, lo stesso non si può dire per la Juventus. Allegri, forse per spendere di meno a livello fisico in previsione dei prossimi fondamentali appuntamenti, ha irrobustito il centrocampo e ha puntato sulla coppia Dybala - Mandzukic, data l'assenza di Higuain. Il primo tempo è di conseguenza privo di grosse emozioni probabilmente a causa dei due schieramenti speculari, con spazio riservato solo ad alcune fiammate. La prima già al 5', quando Dybala va giù per un contatto in area. Banti non ritiene ci siano gli estremi per il rigore. I bianconeri provano a prendere campo e l'occasione più ghiotta capita appena 180" più tardi sulla testa di Mandzukic, che da ottima posizione, sugli sviluppi di una punizione di Pjanic, non trova la porta. Tenta di affidarsi a ripartenze veloci ma di fronte si trova un autentico muro. Non resta quindi che affidarsi a conclusioni dalla distanza, per esempio con Immobile che al 22' chiama Buffon alla deviazione in angolo. Tuttavia il portiere della Juve e (ancora) della Nazionale deve disimpegnarsi anche sul successivo tiro dalla bandierina di Luis Alberto. Intorno alla mezzora l'episodio che potrebbe spezzare l'equilibrio: su azione d'angolo Lukaku devia nella propria porta, ma la terna arbitrale rileva un fallo di Rugani su Radu e l'autogol viene logicamente annullato. La Juve non si perde d'animo e sfiora ancora il vantaggio al 47': angolo di Dybala, la palla termina sui piedi di Khedira che si vede deviare sul fondo la sua battuta a colpo sicuro.

Prova ad osare qualcosa di più Allegri che ridisegna la squadra con il 3-4-3: al 56' entra Douglas Costa per il fischiatissimo Lichtsteiner. Successivamente, al minuto 71, Alex Sandro prenderà il posto di Mandzukic per andare a comporre un tridente piuttosto leggero con Douglas Costa e Dybala. Inzaghi invece cambierà i due davanti con Felipe Anderson e Caicedo rispettivamente per Luis Alberto e un Immobile piuttosto stanco. Sin dall'inizio della seconda frazione la sensazione è che possa essere la giocata del campione a risolvere la partita e così avviene in pieno recupero: progressione di Alex Sandro al limite, la palla finisce a Dybala che, contrastato da Parolo, termina a terra ma riesce a mettere ugualmente in rete. Un gol pesantissimo, che può valere molto più dei tre punti in palio stasera.

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij, Radu; Lulic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lukaku; Luis Alberto; Immobile
A disposizione: Guerrieri, Vargic, Bastos, Wallace, Patric, Murgia, Crecco, Jordao, Basta, Nani, Felipe Anderson, Caicedo. All. Inzaghi.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Benatia, Rugani; Lichtsteiner, Khedira, Pjanic, Matuidi, Asamoah; Dybala, Mandzukic.
A disposizione: Szczesny, Del Favero, Chiellini, Howedes, Alex Sandro, Marchisio, Sturaro, Bentancur, D. Costa

 Enrico Fanelli -  Agenzia Stampa Italia

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