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(ASI) Dopo 50 secondi il Milan ha chiarito la sua posizione con il goal di Pato, illuminato dal neocapitano Seedorf. Il secondo goal più rapido dela storia del derby dopo quello di tanti anni fa di Sandro Mazzola. Stavolta però è il Milan che gioisce. L’Inter non è mai venuta fuori e ha perso quel carattere e quella sfrontatezza che aveva seriamente impensierito i rossoneri. Nello scontro diretto e forse nella partita chiave dello scudetto, nonostante l’assenza di Ibraimovich, Robinho e Pato hanno creato il panico e la difesa formata da Chivu e Ranocchia spesso ha vacillato. L’unico vero sussulto nerazzurro è stato il colpi di testa del neo-italiano Thiago Motta, ma Abbiati ha fermato sulla linea nonostante le proteste. C’è stato poi un errore madornale di Eto’o che dopo aver perso la testa in conferenza stampa, ha perso il suo eccellente fiuto del goal. Inter nervoso che dice addio allo scudetto con un intervento maligno di Chivu. Inter in dieci e via al Milan show. E’ un autentico assedio, Pato raddoppia su cross di Abate, Robinho sfiora il goal un paio di volte, finché non viene sostiuito da Cassano, che segna su rigore il 3 a 0. Sconfitta senza attenuanti per Leonardo, che dovrà archiviare la sconfitta e probabilmente lo scudetto e pensare allo Schalke del ringiovanito Raul per continuare la marcia almeno in Europa, c’è da rilevare però la signorilità del mister di fronte a certi striscioni che lo hanno definito “Giuda nerazzurro”. Il Milan euforico riprende la fuga e dopo sette anni inizia a riprendere i festeggiamenti che da cinque (forse quattro) anni sono della Milano neroazzurra. Il blu sta cedendo il posto al rosso e aspetta il suo diciottesimo.

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