(ASI) ROMA - Il punto più basso della gestione Garcia... Ecco cosa ci ha detto questa partita contro l'Atalanta, che sancisce la fine dei sogni scudetto per la squadra giallorossa. Nonostante il nulla assoluto dimostrato in questa partita, il tecnico romanista rimane ancorato al suo lauto stipendio e si fa forte dell'assenza di una societSpaesata, per non subire conseguenze nonostante l'ennesima stagione che molto probabilmente si chiuderà con un nulla di fatto nella casella vittorie.

L'Alanta viene da una sconfitta interna col Toro che ne testimonia il momento non certo idilliaco e per questo sembra l'avversario migliore per la Roma per cancellare la figuraccia di coppa. Ma questa Roma non ne ha più svuotata nelle idee e nella determinazione, solo per he gli mancano le sue frecce, Gervinho e Salah, con Dzeko che sembra sempre più la persona meno adatta nel posto meno opportuno. È così l'Atalanta senza fare nulla, approfitta di un errore marchiano di Digne, fin li uno dei pochi a salvarsi, si ritrova sopra di un gol realizzato da Gomez poco prima del riposo, con De Sanctis, riproposto dall'inizio, spettatore incolpevole non pagante. Fischi dei pochi, ma comunque 22 mila, presenti all'Olimpico. Nella ripresa Garcia come succede spesso, non cambia nulla per girare la partita. La Roma ci prova senza mordente, ad un ritmo blando e con parecchi giocatori assenti non giustificati. Reja che ha improntato la gara sulla velocità del Papu Gomez e di Moralez, non deve chiedere nulla di trascendentale ai suoi per portare in porto il risultato. Anche perché Garcia decide di dare una mano prima inserendo Sadiq, una primavera, per Iago Falque, poi cambiando Florenzi con Maicon. L'ex Inter negli ultimi tempi ha dimostrato di non averne ed infatti viene sistematicamente saltato da Moralez che prima si mangia lo 0-2 davanti a De Sanctis bravo a rimanere in piedi ed a respingere la conclusione del furetto nerazzurro, poi viene steso sempre dal terzino brasiliano per il rigore e la conseguente espulsione dello stesso Maicon. Sul l'esecuzione solita storia, vista a Roma da quando De Sanctis veste questa maglia, portiere da una parte, pallone dall'altra... (solo un rigore parato sul 5-1 a Matos del Carpi). La partita non ha più niente da dire se non che la Roma per l'ennesima stagione distrugge tutte le aspettative di inizio stagione, palesando una serie di problemi che coinvolgono Garcia, i giocatori, i dirigenti ed i presidenti. E lo stadio è sempre più vuoto e desolante. se questo è l'american style, viva il calcio di casa nostra.

ROMA-ATALANTA 0-2
ROMA (4-3-3): De Sanctis; Florenzi (Dal 25'st Maicon), Manolas, Castan, Digne; Pjanic, De Rossi, Najnggolan; Iturbe (Dal 38'st. Torosidis) Dzeko, Iago Falque (Dal 16'st. Sadiq). All. Garcia
ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Raimondi, Paletta, Stendardo, Brivio; Grassi, Cigarini (Dal 26'st. Migliaccio), Kurtic (Dal 38'st. De Roon); Moralez, Denis, Gomez (Dal 43'st. Cherubin) All. Reja
ARBITRO: Calvarese di Teramo.
NOTE: Ammoniti Stendardo, Sportiello, Cigarini e Grassi nell'Atalanta, Torosidis Bella Roma. Al 35' st. nella Roma espulso Maicon per fallo da ultimo uomo, al 42'st. nell'Atalanta espulso Stendardo per doppia ammonizione e al 48' st. nell'Atalanta espulso Grassi per doppia ammonizione. Angoli 9-3. Recupero Pt. 1'. St. 5'.
MARCATORI: Gomez al 40'pt., Denis al 35'st.

LE PAGELLE
DE SANCTIS 6 Un solo intervento su Moralez, che serve solo a ritardare il gol dello 0-2. Sul rigore dimentica il miracolo su Matos e ritorna ai vecchi albori: pallone da una parte, portiere dall'altra.
FLORENZI 4 Aveva chiesto ai tifosi di non parlare di contraccolpo psicologico. E allora ci spieghi lui di cosa dobbiamo parlare dopo questa gara. Da terzino è un disastro...
Dal 25'st. MAICON 3 Riesce nell'impresa quasi impossibile di far peggio di questo Florenzi. Gioca 10' giusto il tempo per farsi uccellare da Moralez e farsi espellere causando il rigore ammazza partita. Alla frutta, sembra chiaro.
MANOLAS 4,5 Nel giorno in cui ritrova Castan che doveva essere il suo compagno designato, decide di fare una brutta figura. Girovaga per il campo senza costrutto e non aiuta i suoi compagni di reparto come fa di solito.
CASTAN 5,5 Rientra da titolare e non sfigura di fronte a Denis. Spesso però si nasconde come impaurito da chissà cosa.
DIGNE 4 Fino al marchiano errore che porta allo 0-1 uno dei pochi a non sfigurare. Poi sbaglia dopo un'ottima diagonale difensiva e va in confusione netta.
Pjanic 5 Nei primi 15' di partita, è introvabile, poi si fa vedere spesso con inserimenti che potrebbero far male. Piano piano si spegne adeguandosi alla pochezza dei suoi compagni.
DE ROSSI 5 Così è un uomo in meno. L'Atalanta passa per vie esterne mentre lui resta a far la guardia al fortino in zona centrale. Sembra un costume di marca al Polo Nord, bello da vedere ma inutile, in questo contesto.
NAINGGOLAN 5,5 Partita indecifrabile, perché in certi momenti sembra una furia, in altri sembra essere fuori dal gioco. La batosta del Camp Nou deve aver leso le certezze anche a lui.
ITURBE 4 Sembra una trottola impazzita. Prova a correre e dare verve, peccato che in questo gioco serva anche il pallone. Sabatini ha già fatto sapere di aver iniziato a cercargli una soluzione adeguata: magari in Serie B...
Dal 38'st. TOROSIDIS SV. Quando si è alzato il cartello dei cambi sullo 0-2 lo stadio è diventato una bolgia di fischi, misti a ilarità da parte di quei tifosi che non avevano ancora abbandonato il proprio posto...
DZEKO 5 Che non sia un attaccante alla Inzaghi ok, che sia capitato in una squadra che non lo mette nelle migliori condizioni per rendere al meglio ok, ma che non riesca nemmeno ad impattare un pallone ben messo in area a 3 cm dalla testa è un mistero che francamente non riusciamo a comprendere...
IAGO FALQUE 4 Gioca a nascondino con Pjanic e alla fine vince lui visto che non si vede davvero mai. In carriera ha azzeccato una sola stagione quella scorsa col Genoa. Sembrava aver raggiunto la maturità, invece è tornato il giocatore inespresso delle stagioni precedenti.
Dal 16'st. SADIQ 6 È un ragazzino molto promettente. Viene gettato nella mischia come mossa della disperazione. Fa quello che può, cioè pochino, ma molto di più di Iago Falque.
GARCIA 2 A Bologna ha dimostrato che la sua squadra non sa giocare a pallanuoto; a Barcellona ha dimostrato che la sua squadra non può competere a certi livelli. Oggi ha dimostrato che senza Gervinho la sua squadra non può giocare a calcio. Sembra essere rimasto l'unico a credere nel suo lavoro. Meglio di niente...

Fabio Marracci – Agenzia Stampa Italia

 

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