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(ASI) 5 maggio. E ancora una volta compare la parola scudetto dopo dodici anni per la Juventus. Allora la Lazio restituì il favore dopo l’incidente di Perugia del 2000, oggi manca un punto da conquistare in 4 partite e la Torino bianconera aspetta la festa. Conte ripropone il 3-5-1-1 per stendere l’ultimo avversario prima del trionfo il Palermo dell’ex Miccoli, in piena lotta salvezza.

Juve che fa subito capire di voler fare la partita. Al 12’ Vidal prova il tiro e la conclusione fa la barba al palo, al 21’ Pirlo ci prova, ma non si supera poi il regista poco dopo libera bene Vucinic, ma Sorrentino c’è. Il portiere si ripete ancor meglio pochi minuti sempre sul montenegrino. La Juve fatica a sfondare con un Palermo che si copre benissimo con la difesa a 5. Il Palermo reclama un rigore per un fallo in area di Bonucci al  32. I siciliani salgono e miccoli e Ilicic cercano di dar fastidio. Al 41’ ammonito Barzagli per ostacolare la fuga di Nelson.  Un pareggio che per ora andrebbe bene con la Juve che ha provato per buona parte a fare la partita, ma il Palermo prima ha controllato e poi ha cercato di contrattaccare.

Inizio ripresa Palermo sempre propositivo e Miccoli fa tremare lo Juventus Stadium con un palo, dopo aver saltato Chiellini e battuto Buffon. Al 56’ Conte leva Lichsteiner per Padoin. Al 58’ rigore per la Juve per una spinta su Vucinic.  Ancora Vidal che batte e segna per la terza partita consecutiva. Boato scudetto. Poco dopo Vucinic sbaglia l’occasione di raddoppiare. Il cileno è euforico e si fa ammonire per eccessiva esultanza. Pogba serve bene Vucinic che calcia al volo, ma Sorrentino risponde. Sostituzioni per il Palermo Miccoli tra i fischi per Hernandez e Dybala per Ilicic e nel finale Faurlin per Arevalo Rios;  per la Juve Peluso rileva Asamoah e Quagliarella al posto di Vucinic, i due sostituti sono stati accompagnati dalla standing ovation. Al 78’ Hernandez prova a infastidire la Juve ma Buffon il suo sinistro a giro non entra.  Ma Quagliarella ribatte cogliendo una traversa.  Pogba al 83’ rovina un po’ la festa che dopo un battibecco sputa addosso ad Aronica, prima espulsione per il francese.

Finisce la partita, la Juve vince e si conquista il suo scudetto numero 29 per le statistiche e 31 sul campo. Una stagione esaltante dominata dall’inizio alla fine che non appena concedeva qualcosa alle inseguitrici  poi riallungava. Una cavalcata  inarrestabile che ha raggiunto il traguardo con tre giornate d’anticipo. Un onorevole piazzamento tra le prime 8 d’Europa e questo meritatissimo scudetto. Non c’è che dire, complimenti, complimenti e complimenti ai CAMPIONI D’ITALIA!

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

 

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