(ASI) Milan-Napoli: Il big match di questa 32° giornata si disputava nella serata di domenica a San Siro e vedeva di fronte il Milan di Massimiliano Allegri ed il Napoli di Walter Mazzarri; rossoneri a -4 dallo stesso Napoli ed intenzionato a vincere al fine di coltivare le proprie speranze di accesso diretto alla prossima Champions League, partenopei invece che volevano fare punti per mantenere solida la propria posizione.

Orfano di Balotelli (3 giornate di squalifica) Allegri stupisce tutti optando per Robinho (a completare il tridente assieme Pazzini e Boateng) al posto di El Sharaawi, con Costant preferito a De Sciglio sul’’out di sinistra; Mazzarri invece si affida al consueto 3-4-1-2 con Hamsik alle spalle di Pandev e Cavani. Il Milan parte forte, applica un estenuante pressing offensivo e fa girare bene palla, sfiorando la rete al 5° con una conclusione da fuori di Boateng respinta da De Sanctis. Alla mezz’ora i rossoneri trovano il meritato vantaggio al termine di una splendida azione corale: Montolivo serve Robinho che di prima serve Pazzini al limite, il quale sempre di prima trova la sponda per l’accorrente Flamini che batte di sinistro e trova l’angolo alla sinistra di De Sanctis. Il Napoli però reagisce rabbiosamente e 3 minuti dopo trova il pareggio con Pandev, che di prima intenzione corregge in rete di destro un traversone rasoterra da sinistra di Hamsik. Il Milan perde Boateng per un risentimento muscolare (al suo posto Niang) ed i partenopei in chiusura di tempo sfiorano il raddoppio con Cavani, che con un pallonetto tenta di beffare Abbiati, ma il portiere rossonero si dimostra reattivo, si va a riposo sull’1-1. Nella ripresa il match cala notevolmente di intensità, le 2 squadre badano più a non subire gol che a farne, Mazzarri prima gioca la carta Insigne al posto di uno stremato Pandev, poi inserisce Armero per Hamsik al fine di rafforzare l’out di sinistra. Al 72° arriva l’episodio che può cambiare il match, Flamini in un eccesso d’agonismo entra con entrambi i piedi a martello su Zuniga, l’arbitro non ha dubbi ed estrae il rosso diretto: Milan in 10. Ciò nonostante Allegri inserisce finalmente El Sharaawi al posto di Robinho (fischiato dai suoi tifosi), Mazzarri invece sente odore di vittoria e mette dentro Calaiò (per Maggio a 10 dalla fine). Gli ospiti attaccano e negli ultimi 5 minuti costruiscono 2 nitide palle gol: prima Cavani si gira in area e conclude di poco a lato, poi Calaiò di testa sfiora il palo alla destra di Abbiati, alla fine però il match si chiude in parità, Milan che si mantiene in 3° posizione a -4 dal Napoli e a + 4 dalla Fiorentina.

Genoa-Sampdoria: Un “derby della Lanterna” quanto mai importante per i rossoblù allenati da Ballardini, bisognosi dei 3 punti per scavalcare il Palermo e riprendere il Siena a quota 30, i tifosi doriani invece, memori di quel 2-1 subito nel 2011 che gli costò la retrocessione, chiedevano ai propri giocatori una grande prestazione. Il tecnico genoano opta per la coppia d’attacco Borriello-Immobile con Bertolacci a supporto, Delio Rossi invece lascia in panchina Maxi Lopez e schiera Edèr al fianco di Icardi. I primi 25 minuti sono piuttosto tattici, le 2 squadre giocano in maniera accorta curando più la fase difensiva che quella offensiva e non creano particolari pericoli, al 28° però, Edèr su punizione beffa Frey con un’esecuzione rasoterra che bacia il palo e si infila in rete. Il Genoa abbozza una reazione e con Borriello di testa cerca il pari, ma la sfera si spegne sul fondo, si va negli spogliatoi sull’1-0 per la Sampdoria. Ad inizio ripresa Ballardini inserisce Vargas al posto di Pisano per alzare il baricentro della squadra e aggiungere fosforo alla fase offensiva. Fin dai primi minuti del secondo tempo la partita si incattivisce, soprattutto a centrocampo si registrano scontri durissimi e dopo tanti gialli (alla fine saranno 8), ci scappa l’espulso, si tratta di Costa che al 78° lascia la Samp in 10. A questo punto il Genoa ci crede e 2 minuti dopo trova il pareggio con un tiro-cross di Matuzalem dai 25 metri che si infila all’incrocio del secondo palo. Nel finale i grifoni spingono sull’acceleratore in cerca dei 3 punti, nonostante l’ impegno profuso da Floro Flores (subentrato ad Immobile) e Borriello, la rete non arriva ed il match si chiude in parità; Genoa che si porta a quota 28, in piena zona retrocessione e a -2 dal Siena.

Cagliari-Inter: Alle 15 della domenica il Cagliari praticamente salvo ospitava un Inter rimaneggiata, ma ancora speranzosa di raggiungere un piazzamento “europeo”. Il tandem sardo Pulga-Lopez schiera la coppia d’attacco formata da Ibarbo e Thiago Ribeiro (Pinilla e Sau in panchina), formazione obbligata invece per Stramaccioni (data l’infermeria gremita) che “opta” per Rocchi unica punta con Alvarez e Guarìn a sostegno e Kovacic playmaker. Nella prima frazione i nerazzurri giocano discretamente, creando un paio di occasioni nitide: prima grazie ad un inserimento di Cambiasso, che a tu per tu con Agazzi centra il palo, poi con Alvarez che al termine di una percussione di 25 metri, non trova la porta. L’Inter però, complice la prestazione evanescente di Rocchi ed un Guarìn poco ispirato, non riesce a trovare la via della rete e si va negli spogliatoi sullo 0-0. Nella ripresa i tecnici sardi azzeccano il cambio, inserendo Pinilla al posto di Dessena. Al 63° il direttore di gara assegna un generosissimo penalty ai padroni di casa (tuffo in area di Pinilla), dal dischetto si presenta proprio Pinilla e non sbaglia. 4 minuti dopo Stramaccioni inserisce Nagatomo per Cambiasso per aumentare la velocità della manovra, il giapponese però si fa male quasi subito e viene rilevato da Samuel. Al 77° il Cagliari chiude la partita, Cabrera assiste Pinilla, il cileno con un controllo a seguire elude i 2 centrali nerazzurri e di destro scarica sotto la traversa, 2-0 e doppietta personale. Nel finale i padroni di casa potrebbero anche realizzare la terza rete, ma Ibarbo a tu per tu con Handanovic, scheggia la traversa. Cagliari che con questa vittoria si porta a quota 42, i nerazzurri penalizzati nuovamente da scelte arbitrali discutibili, restano a 50.

Torino-Roma: La Roma di Andreazzoli, reduce dal pareggio nel derby, era chiamata a vincere in casa del Torino di Giampiero Ventura per continuare a lottare per un posto in Europa league. I granata però nonostante la salvezza ormai vicina, volevano andare a punti per consolidare la propria posizione in classifica. Roma col tridente formato da Totti, Lamela ed Osvaldo (quest’ultimo schierato dal 1° dopo una settimana ricca di polemica sul suo possibile trasferimento a fine stagione), i granata rispondono con Bianchi e Barreto davanti, Cerci e Santana sugli esterni. I giallorossi partono meglio, Totti ispira la manovra, Florenzi e Lamela corrono per 4 ed il possesso palla è fluido. Al 22° i giallorossi sbloccano il risultato proprio grazie ad Osvaldo, che corregge in rete un traversone da sinistra di Balzaretti. Il Toro reagisce e dopo un legno colto da Cerci su calcio di punizione riesce a pareggiare alla mezz’ora, quando Rolando Bianchi a centro area insacca. Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo accade poco, soltanto Totti ci prova con una conclusione da fuori, ma non trova la porta. Nella ripresa entrambe le squadre palesano l’intenzione di portare a casa i 3 punti, ma al 60° è la Roma a trovare il nuovo vantaggio grazie ad un ispiratissimo Lamela, che lascia partire un sinistro a giro che si infila all’incrocio del secondo palo (14° rete in campionato). I padroni di casa però non ci stanno e si riversano in avanti alla ricerca del pari e ci vanno vicini con Cerci, ma il fantasista di Ventura è sfortunato e colpisce il secondo palo su punizione. All’82° Balzaretti riceve il secondo giallo e guadagna prematuramente gli spogliatoi, ma nel finale non succederà più nulla. Finisce 2-1 per la Roma quindi, che si porta al quinto posto a quota 51 punti, raggiungendo provvisoriamente la Lazio (impegnata nel posticipo di lunedì sera contro la Juventus).

Le altre partite: Nell’anticipo domenicale delle 12.30 il Palermo di Sannino non va oltre l’1-1 al “Barbera” contro il Bologna di Pioli. Il vantaggio rosanero lo sigla Ilicic, che al 7° sfrutta un cross rasoterra di Miccoli; al 17° però i felsinei pareggiano con Gabbiadini che sfrutta un errore incredibile di Sorrentino. Nell’anticipo serale del sabato la Fiorentina di Vincenzo Montella coglie una vittoria importantissima in casa dell’Atalanta, di Pizarro su rigore e Larrondo (splendido sinistro all’incrocio) i gol viola, nel finale rosso diretto a Denis per un brutto intervento da tergo. Match pirotecnico a Pescara fra i padroni di casa ed il Siena di Iachini: i toscani trovano il vantaggio al 14° con Angelo, al 33° arriva il raddoppio in virtù di un’autorete di Zanon. Nella ripresa però il Pescara rientra con tutt’altro spirito e prima accorcia le distanze con Celik, abile a ribadire in rete dopo una respinta di Pegolo, poi pareggia con Togni (splendido calcio di punizione), nel finale però il Siena trova il 3-2 grazie ad Emeghara, servito in sospetta posizione di offside da Agra. Sorprendente vittoria dell’udinese di Guidolin al “Tardini” di Parma, i friulani privi di Antonio Di Natale, si affidano alle qualità di Luis Muriel ed il colombiano li ripaga con una doppietta nel primo tempo; il gol del definitivo 3-0 lo realizza Pereyra al 62°. Chievo-Catania termina 0-0.

Alessandro Antoniacci – Agenzia Stampa Italia

 

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