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(ASI) Se il Perugia nel finale avesse segnato una delle tre-quattro occasioni per andare sul 3-0, anziché subire inopinatamente il gol del Latina ridotto i dieci, non solo avrebbe scavalcato i pontini per differenza reti negli scontri diretti, ma avrebbe dimostrato che di margini di miglioramento per il finale di campionato praticamente non ce ne erano. Invece così, Camplone avrà un obiettivo su cui lavorare nelle prossime settimane, quello sugli accorgimenti da adottare per non far calare tensione e concentrazione a partita acquisita. Fuor di metafora, il Perugia ha ormai più poco da dimostrare al campionato. Squadra capace di creare, segnare, difendere, pressare. Squadra di personalità, ormai consapevole dei propri mezzi e di potersela giocare con chiunque.
Dopo la Nocerina, anche il Latina viene a giocarsela al Curi e, alla distanza, non regge il confronto. La partita la fanno i grifoni, fin dall’inizio, cercando di sfondare sulle fasce con buona costanza. Il Latina punta sulle ripartenze ma a centrocampo il pressing del Perugia spunta molte delle possibilità pontine e rilancia l’azione in avanti per Fabinho e Politano. Quello che manca (ma non è una novità) è la capacità di concretizzare negli ultimi venti metri, dove i tanti flussi di gioco perugino non riescono a tradursi in conclusioni costanti a rete. Però costantemente i grifoni danno l’impressione di poter arrivare a far male al portiere Bindi. Oggi Politano è ispirato e per due volte tenta la conclusione dal limite rientrando dall’esterno. La prima volta l’estremo difensore laziale risponde con un guizzo ma la seconda, a cinque minuti dall’intervallo, resta a guardare.
Nella ripresa il Latina guadagna qualche metro di campo e arriva pericolosamente alla conclusione in tre circostanze: Koprivec (eccellente anche oggi, tranne una leggerezza nei primi minuti del secondo tempo) chiude la bottega e il Grifo può arrivare al quarto d’ora finale ancora in vantaggio. I ragazzi in biancorosso non stanno mai a guardare, ma non trovano mai il modo di trasformare in occasioni le tante situazioni di ripartenza create. E, quando creano le occasioni, non le buttano dentro. Questo almeno fino al gol del 2-0 (Nicco chiude un triangolo da applausi con Ciofani). Dopo, complice anche l’espulsione dell’ex eugubino Cottafava, il Perugia ha ripetute e clamorose occasione di dilagare, ma la palla non entra. Gol mancati, gol preso. Il 2-1 dei pontini non cambia l’esito della partita, ma trasforma un finale tranquillo e trionfale in un trhiller che farà dire al presidente Moneti di aver dato disposizioni per dislocare un defibrillatore anche in tribuna. Intanto però il Perugia è lanciatissimo e la paura, di certo, cominciano ad avercela tutti gli avversari in lizza per il primo posto e/o per i play off.


Le interviste

Andrea Camplone, allenatore del Perugia, è, come sempre, misurato, ma questo non gli impedisce di ammettere che si, il Grifo ha dato oggi una “grande dimostrazione di forza”. Le chiavi? La capacità di aggredire i pontini a centrocampo, di fatto disarmandoli della possibilità di ripartire in velocità, su cui Pecchia aveva molto puntato, secondo il mister perugino. E, poi, uno spirito da battaglia: “hanno corso e lottato tutti”, dice convinto il tecnico. E adesso, gli chiedono, dove punta il Perugia, al primo posto? “Sognare non costa nulla e fa bene al morale, per cui cercheremo il massimo in tutte le prossime sei partite, a partire da Catanzaro (il Perugia raggiungerà in aereo la città calabrese) e vediamo se basta”. In questo dovrebbero dare una mano i campi più asciutti (se arriverà finalmente il bel tempo, ndr) ma servirà tener alte le motivazioni e la concentrazione. Concentrazione che oggi è calata dopo il 2-0 e l’espulsione di Cottafava, consentendo nel finale al Latina di rimettere in discussione un risultato che, prima, il Perugia aveva avuto ripetutamente l’occasione di arrotondare ulteriormente.

Un gol, quello del Latina, che di fatto costa un punto nei confronti dei pontini per la differenza reti negli scontri diretti: “ma noi supereremo il Latina in classifica” puntualizza il Presidente Gianni Moneti. Che esordisce complimentandosi a nome della società con Andrea Camplone, capace di fare un “gran lavoro”, degno di riconoscimento “aldilà di come andrà a finire il campionato”: a qualcuno è sembrato quasi un anticipo di rinnovo del contratto…”A parte il finale, in cui quasi ci voleva il defibrillatore perché, come al solito, ci piace il rischio, ho visto un’ottima partita, che con la Lega Pro non c’entra niente”. Anche il Latina ha fatto la sua bella figura e Moneti, nell’affermarlo, tributa un riconoscimento alla serietà della società e, in particolare, della Presidentessa, “una persona seria e…con gli attributi”. In tribuna c’era Fedeli: “era qui perché segue anche il Latina, ma mi ha detto che oggi tifava Perugia; e chiariamo che non è in programma il suo ingresso in società, io ho già Santopadre e mi basta”, puntualizza .

Gianluca Nicco tocca il cielo con un dito. Suo il gol del 2-0 dopo un triangolo con Ciofani degno di applausi a scena aperta. Poi la corsa verso Giacomo Di Cara che gli aveva pronosticato che oggi avrebbe segnato. Il finale da trhilling dopo aver sfiorato ripetutamente il 3-0, Nicco (migliore in campo per il Coordinamento dei Perugia Clubs) lo spiega con un calo di tensione e di attenzione: “ci siamo abbassati troppo e abbiamo smesso di fare pressing” dice il centrocampista valdostano. A chi gli chiede dove può arrivare il Grifo, Nicco risponde che sarà bene fare un passo per volta e cercare il massimo in ogni partita. La dedica è quasi “ecumenica”: famiglia, ragazza, società, squadra, allenatore, e insomma tutti quelli che gli hanno permesso di uscire da un brutto periodo e tornare a esprimere le sue capacità.

Fabio Pecchia, allenatore del Latina, non ritiene giusto che dopo avere creato assai, i suoi non abbiamo raccolto nulla. Insomma, un risultato che il Latina non ha saputo cogliere per aver commesso troppi errori sotto porta. “A parte i primi dieci minuti, abbiamo poi tenuto per tutto l’incontro contro un Perugia che è squadra assolutamente forte”. Una squadra da lui sempre ritenuta nel novero delle favorite, anche quando era attardata in classifica. E adesso che è in salute e ha alle spalle un ambiente tanto caloroso, se la giocherà con le altre per il rush finale. Per il quale, secondo il mister ex Gubbio, non c’è ancora niente di deciso: “il campionato era e resta aperto fino alla fine per tutti”.

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