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50 anni fa come oggi. L’anniversario di sacerdozio di Papa Francesco.

(ASI) Roma - Il 13 dicembre Papa Francesco ha festeggiato i suoi 50 anni di sacerdozio. Nel 1969 l’arcivescovo di Cordoba, Ramon Jose Castellano, impose le mani sulla testa del giovane Bergoglio, già animato dal profondo desiderio di vivere accanto a tutti e agli ultimi in modo particolare.

Di Ilaria Delicati 16 Dicembre 2019 – 06:24 4 min di lettura

 

Quasi all’età di 33 anni, inizia l’avventura sacerdotale di Papa Francesco, “io faccio il prete e mi piace”. Prete, parroco del mondo, come a lui piace definirsi nelle messe quotidiane a santa Marta. In una vista apostolica presso la diocesi di Palermo, davanti alla tomba di don Pino Puglisi, Francesco ricorda con passione la missione di un sacerdote “pastori sì, funzionari no…la vita parla più delle parole, un sacerdote è un uomo di Dio 24 ore su 24”.

Riportare alla memoria gli anniversari, le alleanze stipulate in nome di Dio, le grazie ricevute, ma anche le sofferenze, permette all’uomo di vedere oltre il semplice susseguirsi del tempo e di rintracciare il filo conduttore che percorre la sua esistenza.

L’Imitatio Christi è l’unica e vera missione di un prete, missione che spesso vede crescere insieme grano e zizzania. Il presbitero deve imparare a proteggere il grano, “lasciando agli angeli quello di falciare la zizzania”.

Ventisette anni Bergoglio li passa nell’episcopato a Buenos Aires in qualità di vescovo della capitale argentina e, sette anni, a Roma, come Sommo Pontefice.

Lo Stato della Città del Vaticano ha emesso una speciale serie filatelica che riproduce due quadri dell’artista Raul Berzosa. Nel primo francobollo viene rappresentata la Madonna che scioglie i nodi, tanto cara a Papa Francesco, nella seconda la Basilica di San Pietro, ad indicare il soglio pontificio, attuale destinazione del festeggiato, come capo della Chiesa Cattolica.

Durante la cerimonia dell’anniversario, il Papa ha ricordato la bellezza della sua vocazione e raccomanda le quattro vicinanze: a Dio, al Vescovo, al prete e fra il popolo.

Francesco è il primo Papa a provenire dal continente Americano. Nasce da una famiglia di origine italiana, primogenito di cinque figli. All’età di ventuno anni, dopo una malattia ai polmoni, gli viene asportata una parte di quello destro. Nel 1958 inizia il suo cammino nella compagnia di Gesù, poco dopo insegna letteratura e psicologia. Nel 1979, durante il Consiglio Episcopale, si oppone alla teologia della liberazione, perché l’America del Sud deve prendere atto della propria tradizione culturale e religiosa. In Germania studia a Francoforte per completare il dottorato, ma non consegue il titolo. Proprio in Europa conosce l’immagine votiva di Maria che scioglie i nodi, dalla quale viene conquistato e contribuirà a diffonderne il culto in Argentina. Nel 1992 Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Buenos Aires e, nel 2001, cardinale.

Durante gli anni della dittatura, offrì rifugio ai religiosi perseguitati per la loro vicinanza alla teologia della liberazione, pur non aderendo a questo movimento e criticandone gli assunti e le fondamenta. In occasione della Quarta Conferenza del Consiglio episcopale latino americano, Bergoglio affronta il problema della povertà e delle strutture economiche ingiuste, che causano disuguaglianze e violazioni dei diritti umani “il debito sociale è immorale, ingiusto e illegittimo, specialmente quando si verifica in una nazione che possiede le condizioni economiche necessarie per evitare i danni della povertà”.

Il Papa critica e condanna l’assuefazione alla povertà che impedisce il vivere l’umano in maniera adeguata, non rispetta le particolarità di ognuno e allontana da chi soffre ingiustamente.

Nel corso del suo ancor breve pontificato, Francesco ha sempre suscitato accessi oppositori, che lo accusano di non essere in linea con la tradizione cristiano-cattolica più ortodossa, a partire dalle modalità della sua elezione al soglio pontificio. Ad un’attenta analisi del suo operato e dei suoi scritti, è facile notare come queste critiche non trovino fondamento, in quanto, in tutto l’arco della sua vita e in ogni questione più delicata Bergoglio ha sempre manifestato la sua completa aderenza al magistero della Chiesa, innovando soltanto nella metodologia e nella comunicazione, per seguire i tempi che cambiano e per essere più vicino a tutte le persone e alle loro esigenze. Verrebbe da pensare che i suoi oppositori si lascino ingannare dai suoi modi affabili, semplici e diretti e si lancino in aspre critiche dottrinali senza aver mai letto i suoi scritti ed ascoltato attentamente le sue parole.

Ilaria Delicati – Agenzia Stampa Italia

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