(ASI) Tra le varie domande che mi vengono poste sono: Perché studi arabo? E' difficilissimo, vero? Studi arabo perché vuoi diventare un musulmano? e via dicendo. La mia risposta è molto semplice: A me piace molto l'Arabo!

Sin dall'età di 5 o 7 anni, dunque da piccolo, mi ha sempre affascinato l'Antico Egitto, dalla storia alla cultura. Ricordo che quando vedevo libri, documentari e altre cose inerenti all'Antico Egitto, rimanevo fermo per un po' ad ammirare (cosa che continuo a fare) tutto quel mistero, splendore e unicità che tutt'oggi quel popolo ha ancora da mostrare e, inoltre, il mio sogno era quello di diventare un egittologo e di imparare i geroglifici. A quell'età non capivo che il geroglifico è oramai una scrittura morta e che oggi si usa in 22 paesi sia nella scrittura che nel parlato la lingua araba (o meglio la MSA: Modern Standard Arabic, ossia l'arabo standard moderno).

Non sono diventato un egittologo e, in compenso, il destino mi ha condotto a studiare la lingua e la cultura araba presso l'università di "Scienze per l'Investigazione e la Sicurezza". Prima di iniziare il corso mi dicevo "Ci provo. Se non è adatto a me, lascerò il corso!" ed invece ho frequentato i due corsi previsti (base e base-avanzato) e superato con successo. Non nego, l'arabo è difficile (d'altronde qualsiasi lingua ha le proprie difficoltà) ma con la grinta e passione si riesce ad impararlo. L'amore per questa lingua mi ha portato a diventare assistente universitario di lingua e cultura araba e, inoltre la mia prospettiva è quella di avanzare di livello.

Oltre al corso all’università, l’anno scorso sono andato a Rabat, capitale del Marocco, dove ho studiato al centro linguistico Qalam wa Lawh. In questo centro linguistico ho potuto migliorare le abilità di scrittura, parlato, comprensione e conversazione, e non mi sono limitato al corso di lingua: ho frequentato anche il corso di Calligrafia Araba, imparando le tipologie e a scrivere in stile calligrafico; il Corso di Cucina, imparando a cucinare piatti tipici arabo e marocchini come la Tajine marocchina (Tajine di polpettine al sugo e uovo), harcha, baghrir (crêpe marocchine dai mille buchi), tè alla menta e via dicendo; il Corso dei Media (Mass Media) dove ho creato due video reportage, uno su “La mia esperienza in Marocco” e uno su “Lo sport in Italia e in Marocco”; e per finire ho anche partecipato al Corso di Musica dove ho imparato la musica e canzoni marocchine.
Durante la Festa della consegna del Diploma (detta Hafla attakhruj) ho indossato il djellaba e il tarboush (vestito e cappello tipico marocchino) e ho fatto un assolo, cantando la canzone “Ghazali” di un importante cantante marocchino, Saad Lamjarred. Indossare abiti marocchini e cantare in dialetto marocchino è stato un modo per immedesimarsi e comprendere la loro cultura.

Dalla sera del 16 maggio alla sera del 14 giugno 2018 è stato il mese del Ramadan, il mese del digiuno, e durante tale mese ho potuto vedere come le persone si comportano e ho anche compreso quanto è forte la loro devozione. Per soli tre giorni ho digiunato e l’ho fatto perché volevo comprendere questa cultura.

Non c’è cosa migliore che studiare una lingua sul posto e comprendere anche la cultura perché senza la cultura non potrai mai capire tanti termini, proverbi e usanze. Stando sul posto, imparerai moltissime cose in poco tempo.

Ciascuno di noi studia una lingua straniera per vari motivi, quali lavorativi, di studio, di religione o passione. La mia è pura passione, una passione che avevo sin da piccolo e che non smetterò mai imparare.

Ciascuna lingua è difficile, chi di più e chi di meno, ma questo non deve essere un ostacolo e non dovete mai chiedervi "Questa lingua è difficile o facile?", bensì dovreste chiedervi "Mi interessa questa lingua? Mi potrebbe piacere? Come potrei usarla?". Queste domande vi aiuteranno al meglio nella vostra decisione di studiare una lingua straniera.

 

Vincenzo Trepiccione per Agenzia Stampa Italia

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