(ASI) Per la serie “Vediamo i risultati che ha ottenuto”. la politica economica del governo Gentiloni (non votato, bensì nominato dal presidente della Repubblica Mattarella per risolvere i problemi del l'Italia in crisi) e del ministro Padoan. A questo proposito la Banca d'Italia nel bollettino dal titolo “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” ha reso noti i dati reali dei conti dello Stato del mese di maggio 2017.

Si tratta dell'ennesimo primato negativo della finanza pubblica, che vede l'ammontare del debito pubblico italiano nel mese di maggio 2017 a 2.278,9 miliardi, con un deficit in crescita di 8,2 miliardi rispetto ad aprile. Da rilevare che il debito pubblico italiano di aprile era stato pari a 2.270,4 miliardi, a sua volta record negativo, in quanto il debito era cresciuto di 10,1 miliardi rispetto al dato di marzo.

Stessa cosa è avvenuta con il rilievo di marzo, quando il debito era di 2.260,3 miliardi di euro ed in aumento di 20,1 miliardi rispetto al mese di febbraio.

Un crescendo di risultati negativi allarmanti. Per cui, se gli italiani dubitano fortemente sulle capacità dell'esecutivo, hanno torto?

Infine, se questi dati statistici li confrontiamo con quelli dello stesso periodo del 2016, quando il debito si attestava a circa 2.244 miliardi, ne consegue che in 365 giorni il debito – primato dopo primato negativo – è lievitato di ben 34 miliardi. Numeri allarmanti, a dir poco, che palesano uno scenario, dove assume risalto non solo il debito pubblico dell’Italia in costante crescita, ma anche la rapidità di manifestazione di questo fenomeno negativo. Tutto ciò, nonostante Bankitalia abbia rilevato come le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato siano state pari a 33,5 miliardi, registrando un calo di 0,3 miliardi rispetto al maggio di un anno fa, mentre nei primi cinque mesi del 2017, le entrate tributarie hanno sfiorato i 154,4 miliardi, con un incremento dell’1,4%.

Alla luce di questi freddi riscontri, non c'è da stupirsi che sempre più italiani (la maggioranza dei quali è in crescente sofferenza economica) si domandano se il Governo fa veramente qualcosa e, soprattutto, se quelle indicate dal Governo Gentiloni sono le reali priorità dell'Italia.

Allora, perché insistere su misure quali lo ius soli, sull'accoglienza indiscriminata dei migranti (la maggior parte dei quali non scappa dalla guerra) sulle leggi contro i 'fantasmi del passato', sui matrimoni gay e via dicendo?

A ciò vanno aggiunti il colpevole silenzio e l'inaccettabile immobilismo del governo sui tempi della ricostruzione delle case anti-sismiche nelle zone terremontare, sull'aumento della fascia di povertà e della disoccupazione, sulla denatalità, sull' ininarrestabile fuga all'estero di italiani, giovani, meno giovani e laureati in cerca di lavoro e di pensionati che emigrano per una prospettiva di vita migliore. Ci viene da pensare che, anche per questo stato di cose, cresce rapidamente il debito pubblico, diminuiscono la credibilità dei governi e la speranza degli italiani di uscire dalla crisi.

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia

Nota: E' chiaro che, per una disamina più oggettiva possibile della situazione economica italiana in atto, questi dati vano studiati bene. Per cui, invitiamo i lettori ad approfondire sempre l'argomento trattato. Lo potranno fare leggendo i dati del bollettino della Banca d'Italia dal titolo “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2017-finanza-pubblica/statistiche_FPI_14072017.pdf

 

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