Italian Female Wrestling: 2 anni di successi

(ASI) Arsego (PD) – Il luogo ove scelgo di incontrare lo staff d'Italian Female Wrestling, a distanza di due anni dalla prima intervista (1), voleva già comunicare qualcosa. La pasticceria Marisa, situata ad Arsego, un paese nell'alta padovana, si è classificata terza ai campionati mondiali della sua categoria.

E IFW, in due anni, ha fatto dei progressi giganteschi, degni di una grande associazione sportiva, che ha dato lustro e dignità al wrestling in Italia. Vengo accolto da quasi tutto lo staff di ragazze, dall'allenatore – nonché preparatore atletico, e dal regista di tutte le operazioni. Le voci narranti sono molteplici, dalle ragazze al loro allenatore, e sarei un ingrato se ne dimenticassi anche solo una. Dopo due anni, difatti, il team si è allargato, i traguardi raggiunti sono diversi, e gli obiettivi per il futuro possono spiazzare i più. A testimonianza che un ottimo lavoro di squadra, può offrire ottimi frutti.

1. Dopo due anni, Vi sentite un marchio consolidato, o spetta ancora parecchio lavoro?

Dopo due anni, ci sentiamo un marchio consolidato, ma vogliamo crescere sempre di più. Abbiamo la consapevolezza di un certo potenziale, e i progetti sono sicuramente di portata maggiore. Si può dire che ora siamo conosciuti, ma non "arrivati". In due anni abbiamo stabilito diverse collaborazioni estere, tra le quali, possiamo ricordare: Francia, Repubblica Ceca, Russia. Disponiamo di due siti internet, uno dei quali riguarda la lotta sotto un profilo fantasy. In due anni è nata una squadra, composta da valide persone. Siamo in presenza di una struttura con un suo organigramma ed un presidente (l'atleta Stella, ndr).

2. Quali sono i compiti del presidente?

Il presidente organizza gli eventi, dà una scadenza agli allenamenti, amplia il raggio di opportunità di IFW nei contesti italiano ed internazionale.

3. In due anni, quali sono stati i momenti più significativi?

Ogni momento ha di per sé rappresentato qualcosa. Particolarmente significativo è stato marzo scorso, quando due nostre ragazze sono state chiamate come controfigure nel film di Ben Stiller, (girato a Roma) Zoolander 2. Essere le controfigure di Milla Yovovich e Penelope Cruz, in una scena di lotta tra le due, non è da tutti! Si può anche anticipare che alcune ragazze hanno partecipato ad un Talent Show che andrà in onda nel 2016. Ma non chiedere di più....

4. Quale contributo Vi sentite di avere offerto nella diffusione del wrestling in Italia?

Sicuramente notevole. Abbiamo fatto conoscere questo sport restituendogli quella dignità perduta. Qui entriamo soprattutto nell'ambito degli allenamenti e della tecnica, di cui le ragazze si sono impadronite nel tempo. Da marzo 2015, è subentrato un allenatore, scandendo una regolarità agli allenamenti, per evitare incidenti e sviluppare al massimo le potenzialità delle ragazze. Il nostro allenatore ha 17 anni di esperienza nelle arti marziali, e ha così potuto formare le ragazze in maniera completa a livello di cadute, acrobazie e modalità di lotta. Ora, si può parlare tranquillamente di un gruppo di combattenti dal profilo altamente qualificato. Le capacità atletiche sono notevoli, e l'apprendimento di determinati esercizi molto complessi, è stato affrontato con semplicità. Ovviamente, il lato acrobatico è il più difficile, ma l'allenamento continuo porterà ad annullare progressivamente ogni difficoltà. Anche gli infortuni, sono calati di gran lunga.

5. La squadra si è ingrandita. Com'è stato il rapporto tra le nuove arrivate e quelle "più anziane" del gruppo?

Le nuove arrivate si integrano con più facilità, grazie all'avallo delle "anziane". Quando una nuova ragazza si affaccia al nostro ambiente, e lo trova sano, pulito, competitivo, allora decide di farne presto parte. Talvolta, qualche ragazza ha espresso dei dubbi iniziali sull'abbigliamento.

6. Per quale motivo?

Semplicemente perché quando si propone ad una ragazza di entrare a far parte di un team di lotta, indossando un costume da bagno solamente, qualcuna può "storcere il naso". Tuttavia, non è l'abito che fa la differenza, ma è la tecnica. E' pur vero che non sono molti gli sport che adottano, come abbigliamento, solo il costume da bagno. E' altrettanto vero invece che la praticità dello stesso, non ha eguali. Lottare con una tuta, o con un vestito, potrebbe graffiare, intralciare, se non rallentare l'azione stessa. Si stringe comunque l'occhio al pubblico maschile, ed è il regista stesso che prima di andare in scena, sceglie, per le ragazze i costumi da indossare. V'è così una mediazione tra il fruitore finale e l'atleta medesima.

7. Quali sono stati i complimenti e le soddisfazioni maggiori in due anni di attività?

Il rapporto tra noi è il pubblico è di fidelizzazione continua. Possiamo citare un esempio. Siamo rimasti, qualche mese fa, quindici giorni senza pubblicare alcun video in rete. Siamo stati contattati dai nostri fan, affinché riprendessimo presto le attività. Questo dimostra che il pubblico ci ama e ci sostiene. I complimenti maggiori riguardano comunque la bellezza e la preparazione delle ragazze.

8. Per le ragazze, questo sport è formativo? Lo consigliereste?

Come già anticipato, il team di IFW, è un ambiente pulito, e ha organizzazione e struttura. L'attività sportiva viene vista in maniera seria e professionale. Pertanto v'è chiaramente una crescita a livello personale, e contemporaneamente, vengono allontanate alcune paure che possono affliggere le concorrenti. Effettuare salti o acrobazie, tempra il carattere. Uno sport come questo aiuta anche nella vita quotidiana ad affrontare i problemi e a prendere le varie decisioni. Il team, ha molta comunicazione. Non vi sono screzi, malizie di alcun tipo, puntiamo alla trasmissione di valori. In pratica, questo sport genera una maggiore forza psico – fisica. Quando ne parliamo al mondo esterno, le reazioni si dividono nettamente tra uomini e donne. I maschi, incuriositi, vorrebbero vedere subito le donne lottare. Le femmine invece, titubanti, lasciano trasparire subito perplessità. Essa può venire subito superata con la conoscenza. Le ragazze di IFW vogliono incarnare un nuovo tipo di donna, per il 21° secolo: determinata, in grado di affrontare le circostanze, sempre pronta a crescere, psicologicamente e fisicamente. Non è più quella figura relegata "solamente" alla casa e ai lavori domestici, bensì un elemento determinante per la società.

9. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Come obiettivi per il futuro ci poniamo, in primis, la creazione di una lega (o federazione) a livello europeo di confronto e riferimento, in grado di offrire questo sport come spettacolo reale. In secundis, aumentare il numero degli spettacoli e delle iscritte. Ora, in totale, le atlete sono quindici. Chiunque voglia aderire alla nostra lega, sa che deve mettersi in gioco, impegnarsi, e comprendere che tipo di sport sia. In IFW si allena, pertanto, sia la mente che il corpo.


10. Qual è il rapporto delle nuove leve nei confronti di IFW?

Diciamo che questo è il classico sport dove l'età anagrafica è bassa, e le più giovani accettano più facilmente le novità. L'età minore, in un'Italia dove la gerontocrazia impera, si rivela un vantaggio. Non ci stanchiamo di ripetere che, per approcciarsi alla nostra realtà, ci vogliono una mente aperta, comprensione, intelligenza e passione.

11. C'è anche competitività?

E ci mancherebbe, è alle stelle! IFW racchiude diverse anime, e anche diverse culture: ci sono ragazze da diverse parte d'Italia, e del mondo, come: Repubblica Dominicana, Albania, Moldavia, Cuba. A proposito di Cuba, una nostra ragazza, Mia, è diventata mamma. Farà di tutto per tornare presto tra noi, a testimonianza che si può essere donne, mamme e lottatrici.

12. Il prossimo evento aperto al grande pubblico?

Probabilmente a febbraio. Vorremmo scegliere quel mese come periodo fisso, annuale, per un evento pubblico. E faremo di tutto affinché sia così.

Si ringraziano per la gentile collaborazione: Davide, Denis (allenatore e preparatore atletico), Venere, Giulia, Stella, Ambra, Andrea, Robi, Giada e Sabrina.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

(1) http://www.agenziastampaitalia.it/sport/vari/16378-intervista-a-italian-female-wrestling-realta-sportiva-nuova-ed-alternativa

 

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