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(ASI) Dopo la denuncia apparsa sul Agenzia Stampa Italia il 16 maggio, circa le tristi iniziative della dirigenza del gruppo Safilo, anche Blu, il Blocco Lavoratori Unitario, Sindacato di CasaPound Italia ha deciso di far sentire la sua voce.


Difatti, sabato 19 maggio il Blu ha tenuto un presidio davanti alla sede legale padovana della Safilo, contro i mille licenziamenti annunciati dall'azienda dopo il mancato rinnovo, come già ricordato, della fornitura Armani.

Il presidio ha scosso gli animi dei partecipanti. Difatti, la popolazione, i sindacati, gli stessi dipendenti sono tuttora increduli circa la situazione vigente. Il volantino diffuso davanti alla fabbrica, recitava la seguenti parole: “Ci chiediamo perché l’azienda non avesse previsto un piano di ammortizzatori per fare fronte all’eventuale mancato rinnovo di un contratto in scadenza, come mai un’impresa che conta migliaia di dipendenti non abbia dei manager in grado di prevedere una perdita così consistente e se i lavoratori assunti all’inizio del contratto fossero stati informati di tale eventualità . Riteniamo sconcertante che Cgil, Cisl e Uil cadano dalle nuvole con dichiarazioni che suonano come un ‘non ce l’aspettavamo’’’.

E l'interrogativo è pienamente legittimo. Non è assolutamente possibile che si pensi, dopo una perdita di una fornitura, di ridurre la forza lavoro di mille persone. A meno che non si tratti, come già sottolineato nell'articolo di ASI precedente, di un abbandono progressivo dell'azienda della produzione in Italia per scegliere mete a basso costo lavorativo. Il solito fenomeno della delocalizzazione strangolante l'economia nostra e quella dei popoli coinvolti.

Uno striscione campeggiava davanti alla sede, molto eloquente: “Miopia industriale, disastro occupazionale’’. Ed è proprio ciò che succederà se non verranno prese posizioni adeguate.

CasaPound, tramite il Blu, lo dice chiaramente: “La Cig non basta, vanno reintegrati almeno il 50% dei dipendenti”. In direzione opposta quindi rispetto ai progetti di Safilo. Difatti, solo se l'azienda presenterà un piano serio e duraturo, secondo il Blu, lo Stato e la Regione possono farsi garanti. La Cassa Integrazione non deve essere ancora una volta la panacea di tutti i mali.

Infine, le proposte del sindacato di CasaPound sono già state presentate alla Regione Veneto, all'attenzione dell'assessore Donazzan. Si richiede una posizione forte, non assistenzialista. E in questo caso, non ci sono proprio scuse.

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia

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