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(ASI) Lettere in Redazione. Milano - Oggi si fa un gran parlare di crisi economica. Crisi economica, occorre dirlo chiaramente, generata dalla grande usura internazionale e dall'amorale potere economico finanziario globale . Un sistema fatto esclusivamente di cinica, fredda speculazione, ergo, mai, un capitalismo virtuoso, ossia l'investire produttivamente volto a creare un benessere diffuso per l'investitore e per molti. II mondialismo ha espropriato i parlamenti, le sovranità popolari, limitando il dignitoso potere d'acquisto della gente. 

Anzi ha fatto di più; ha reso più povere le classi sociali più deboli, costringendole, per campare a rinunce e sacrifici. Ciò avviene perché, manca un'etica, uno spirito comunitario radicato, la dignità dei forrti.
Perciò, in questa epoca i soliti mestatori hanno gioco facile e possono tutto, perfino, senza pudore il farci passare le negative situazioni contingenti come evoluzione del progresso e una fase difficile, ma necessaria della democrazia. Ma intato il peso della recessione la pagano i poveri e i ricchi sono più ricchi, la classe media scivola verso la povertà! 
Per cui, considerati gli effetti socialmente devastanti prodotti dal turbo capitalòismo, ritengo che tutto ciò che si afferma e si scrive quale imperante critica al sistema finanziario ha sempre una fondata ragione ed ha una propria ottima logica. Oggi che le tutele e le conquiste sociali ottenute in anni di lotte, si stanno perdendio tutte e lo Stato Sociale è boicottato e semanticamente spacciato  perl welfare  stastiìunitense dal "liberismo" è tempo di fare una civile rivoluzione e ripristinare la scala dei valori per cui l'economia è al servizio della gente e non viceversa! 

A mio parere il problema va affrontato dalle fondamenta  e per prima cosa bisogna smascherare tutte le loro falsità, contestualmente agire con determinazione. Per prima cosa non bisogna riconoscere il debito pubblico agli investitori internazionali. Si riinizia da zero. Le risorse vengono destinate per ridistribuire la ricchezza  al popolo ed investirle in opere pubbliche e in infrastrutture, creando posti di lavoro. Fare una legge che preveda il reato per i crimini finanziari perpetuati contro la nazione. Emettere un mandato di cattura internazionale per i grandi usurai e speculatori, attentatori che hanno attentato alla sovranità dello Stato. Nazionalizzare e socializzare  banche e industrie strtegiche del paese, Forti delle nostre riserve auree, creare  una doppia moneta circolante, una garantita solo entro i confini del Paese", non riconoscere alla carta straccia del dollaro il potere di regolare le transazioni commerciali internazionali. Compare direttamente alla fonte le risorse energetiche creando leali trattati con i paesi. Lo so per fare ciò occorre coraggio in un momento in cui la viltà della gente prevale, ma senza coraggio e lotta, nulla si ottiene. Un vecchio saggio diceva: l'uomo che combatte non morirà mai schiavo...E' tempo di cacciare civilmente i mediocri che stanno attentando ogni giorno al nostro futuro!

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