(ASI) Viareggio - In un panorama geopolitico attraversato da crescenti tensioni globali e da una profonda ridefinizione degli equilibri europei, la figura del Tenente Colonello (ris.) Fabio Filomeni si impone come una voce di forte rottura rispetto al sistema euro-atlantico. Già ufficiale incursore del Col Moschin, Filomeni ha scelto di intraprendere un percorso politico autonomo rispetto alle dinamiche tradizionali della destra e del sovranismo nostrano, fondando il movimento Europa Sovrana e Indipendente (ESI). In questa intervista con Cristiano Vignali per Agenzia Stampa Italia, Filomeni analizza le ragioni del suo progetto: dal netto rifiuto della NATO — definita "braccio armato del Pentagono" — alla critica verso l'attuale struttura tecnocratica dell'Unione Europea, fino alla proposta di costruire un'Europa-Nazione indipendente e pacificata con la Russia nel contesto del nuovo ordine multipolare.
La frattura con Vannacci e la nascita di ESI:
Il punto di svolta ideale è stato il suo rifiuto di seguire il generale Vannacci nella Lega, una scelta che lei ha definito troppo vicina a posizioni neo-atlantiste lontane dal progetto iniziale. Da questa scissione è nata l'associazione Europa Sovrana e Indipendente (ESI). Qual è la missione principale di questa realtà e in che modo vuole rappresentare chi si è sentito tradito dalla svolta leghista di Vannacci?
R. "ESI è un movimento di liberazione e di riscatto dei popoli europei. Vogliamo un'Europa Sovrana e Indipendente, autonoma dagli USA e in pace con la Russia (che è anch'essa Europa). Sul piano militare vogliamo un esercito europeo fuori dalla NATO ormai trasformata in braccio armato del Pentagono. Nel nuovo mondo multipolare dominato da superpotenze del calibro di USA, Cina, Russia e India, la prima condizione per non essere subalterni a nessuna superpotenza è elevare anche l'Europa a status di superpotenza. Per raggiungere questo obiettivo è necessario andare oltre l'attuale architettura della UE e lavorare alla costruzione di una Nazione europea che, prima di tutto, sia una comunità di destino. Per rispondere alla domanda su Vannacci possiamo dire che egli ha interpretato la sua scesa in politica come una corsa campestre ad ostacoli e la Lega costituiva la famosa siepe che nasconde il guado. Lui è riuscito a saltarla senza infangarsi più di tanto (o forse solo parzialmente). Adesso che ha fatto un suo partito, se volesse farne una forza politica davvero alternativa al Sistema neoliberale, globalista e americanocentrico, potrebbe vestire i panni di un nuovo De Gaulle con una visione dell'Europa dall'Atlantico agli Urali. E magari, come il collega francese, potrebbe far uscire l'Italia dal Comando militare integrato della NATO ed espellere tutte le basi militari americane dal territorio italiano".
L'Europa come superpotenza (La strategia politica):
Lei sostiene che, nel mondo multipolare di oggi dominato da colossi come USA, Cina e Russia, le singole nazioni europee prese da sole non abbiano speranza di rimanere davvero libere. Qual è la strategia politica concreta che l'Italia e gli altri popoli europei dovrebbero coordinare per emanciparsi dall'influenza di Washington, o costruendo un vero equilibrio geopolitico alternativo?
R. "La politica internazionale comporta sempre uno scontro di volontà: volontà di imporsi e volontà di non lasciarsi imporre la volontà dell'altro. Da questo ne deriva che esistono padroni e servi, ovvero stati subordinanti e stati subordinati. Anche il concetto di sovranità è legato alla concreta capacità di uno stato di far valere i propri interessi nei confronti di altre potenze; ma per ottenere questo è necessario possedere una soglia minima di potere sufficiente a garantirne l'autonomia e impedire che uno Stato finisca nella condizione di subordinazione (politica, energetica, economica, e finanziaria) di un altro Stato più potente. L'Italia e gran parte dell'Europa subiscono ancora la spartizione decisa a Yalta dopo la Seconda guerra mondiale e sono tuttora una colonia di Washington. Come se ne esce? Guardando all'Europa come un soggetto politico inedito capace di ispirarsi sia al modello della Nazione sia a quello dell'Impero. Questa Unione Europea è l'Europa a-nazionale, una costruzione astratta infestata di tecnocrati che porta inevitabilmente a divisioni, particolarismi e, paradossalmente, alla rinascita dei vecchi nazionalismi riciclati in sovranismi. ESI rappresenta una rivolta ideale dei popoli europei che non identifica il nemico nella obsoleta categorizzazione destra/sinistra ma nello scontro alto/basso, élite contro il popolo: I nemici di ESI sono il neoliberismo, la globalizzazione, il capitalismo predatorio, l'alta finanza e le multinazionali. L'emancipazione da Washington e un nuovo equilibrio geopolitico verrà ricercato con tutti i Paesi alleati che non vogliono più stare nella condizione "catena corta e ciotola piena" dettata dall'appartenenza alla categoria "Occidente". Un termine ingannevole che è servito per spogliare l'Europa della propria specificità storico-culturale e assorbirla sotto il dominio statunitense. Noi siamo europei e dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e delle nostre tradizioni".
L'antitesi tra Unione Europea e Cultura Europea:
Lei traccia una linea netta di demarcazione tra l'attuale assetto tecnocratico di Bruxelles e l'autentica civiltà dei popoli europei. Come si abbatte l'architettura dell'Unione Europea per sostituirla con un'Europa delle nazioni che sia davvero sovrana, indipendente e democratica?
R. "L'Unione Europea è percepita come una burocrazia impopolare infedele agli interessi sociali, economici, politici e finanziari degli europei, nemica del diritto naturale e dei valori tradizionali e di conseguenza risulta l'usurpatrice dell'idea di Europa. Impossibile, anche in questo caso, non vedere lo zampino americano. Il dominio USA in Europa, infatti, non si manifesta solo con la nutrita presenza di basi militari e soldati in assetto di guerra ma, soprattutto, nella costante e pervasiva opera di condizionamento culturale attraverso televisioni e giornali da loro controllati che ha condotto alla perversione dei costumi, della mentalità e degli stili di vita di noi europei. Anche le istituzioni dell'Unione Europea, condizionate dai partiti globalisti in maniera trasversale da Destra a Sinistra, sono state complici nella difesa di valori occidentali liberal-progressisti funzionali a espandere l'egemonia globalista a stelle e strisce. Ne sono l'esempio la difesa delle minoranze LGBTQ+ l'ideologia Woke, la fluidità di genere e così via. ESI vuole invece bloccare questa infiltrazione ideologica proveniente da oltreoceano, come è riuscita a fare la Russia nell'era Putin, preservando i suoi valori tradizionali sicuramente agli antipodi degli attuali standard delle società occidentali. È quello che i russi chiamano "conservatorismo sociale" caratterizzato da sano spirito patriottico in difesa delle proprie radici e tradizioni. Per ottenere questo, urge, da parte nostra, una riconquista cognitiva per riappropriarci (e riscoprire) la nostra storia, la geografia, e le peculiarità di ogni popolo d'Europa. Per rispondere alla seconda parte della domanda L'Europa deve essere unitaria. Europa delle nazioni o Europa delle patrie è, in sostanza, l'Europa attuale. Come raggiungere concretamente l'obiettivo, in questa fase in cui abbiamo appena alzato la bandiera politica, è prematuro per definirlo. Certo sarà un processo graduale nel corso del quale occorrerà accontentarsi anche dei più flebili passi compiuti nella giusta direzione. ESI è la prima delle avanguardie dell'Europa Potenza che dovranno rettamente inquadrare tale disegno in una più ampia visione del mondo alternativa al liberalismo e al sistema occidentale".
La critica militare alla NATO:
da ex ufficiale incursore del Col Moschin, lei conosce i meccanismi della difesa dall'interno. Nel suo libro Morire per la Nato? smonta la narrazione dell'alleanza come scudo protettivo. Oggi, con i venti di guerra e l'escalation in corso, quali passaggi strategici immediati dovrebbe compiere l'Italia per neutralizzare la presenza di basi straniere sul proprio territorio?
R. "La NATO è nata nel 1949 in un contesto geopolitico che vedeva il mondo spaccato in due blocchi ideologici: capitalismo versus comunismo. Come soldato di professione posso dire di aver fatto parte di due NATO completamente diverse. Lo spartiacque è stato la caduta del Muro di Berlino a seguito del quale la NATO andava sciolta perché aveva esaurito il suo compito di contrasto all'ex Unione Sovietica. Invece, non solo si è trasformata, ma è diventata una sorta di esercito coloniale in supporto alle guerre americane per esportare la democrazia e per combattere il terrorismo da loro stessi creato e fomentato. Inoltre, l'allargamento della NATO a 32 paesi rispetto ai 12 iniziali ha causato le premesse per l'attuale conflitto in Ucraina poiché la Russia l'ha sempre percepito come una minaccia alla sua stessa sopravvivenza. Per alcuni, la nutrita presenza di alti ufficiali americani in tutti i comandi può esercitare controllo e influenza (più o meno indiretta) sui governi degli Stati ospitanti. Opporsi alla NATO – cioè allo strumento militare dell'oppressore, del colonialismo e del modo di pensare americano – è il primo modo per rivendicare autonomia, diversità, orgoglio di appartenenza a una civiltà che non è e non può essere Occidente. L'Italia può e deve uscire dalla NATO e rinegoziare i trattati bilaterali segreti per la presenza di basi militari in Italia, il famoso BIA (Bilateral Infrastructure Agreement), testo peraltro viziato da forti dubbi di incostituzionalità poiché mai ratificato dal Parlamento italiano. L'Italia, inoltre, dovrebbe dichiarare la propria neutralità, cessare di supportare Kiev con invio di armi e miliardi di euro e proporsi come mediatrice del conflitto. Purtroppo, sappiamo benissimo che l'attuale governo filoamericano, atlantista e filoisraeliano non ha l'autorevolezza per proporsi come tale visto i precedenti diplomatici e le dichiarazioni gravemente ostili pronunciate soventemente contro la Russia e il suo Presidente da tutte le istituzioni".
Il fallimento della vecchia area del dissenso:
Lo spazio politico dell'antagonismo al sistema in Italia è estremamente frammentato e finora ha raccolto scarsi successi elettorali. Quali errori strutturali commettono le altre forze sovraniste o populiste nostrane e in cosa la proposta teorica e d'azione di ESI vuole girare pagina?
R. "La cosiddetta area del dissenso si è guadagnata gli onori della cronaca grazie ad una militanza coraggiosa e fortemente determinata durante i lunghi mesi della follia pandemica. Forze con trascorsi molto eterogenei avevano fatto massa critica e si erano coalizzati contro il comune nemico. Finita l'esigenza, vari tentativi di aggregazione successiva hanno riscontrato qualche successo, perlopiù di breve durata. Una certa "leaderizzazione" della politica ha reso più difficile il superamento di contrasti interni inibendo il sano confronto dialettico. ESI è un movimento di opinione che non ha il classico leader politico ma un vecchio comandante militare che, per esperienza sul campo, sa che per avere rispetto bisogna vivere con la truppa, mangiare e dormire con i propri commilitoni. Solo un reparto ben amalgamato e fortemente motivato è in grado di partecipare all'unisono ad un assalto. "Come un solo uomo" (cit.). A tutte le forze del dissenso chiediamo di leggere il manifesto politico di ESI e se sono pronti alla battaglia politica non hanno che da arruolarsi!"
Dalla teoria al radicamento sul territorio:
Il rischio di molti movimenti culturali è quello di rimanere confinati nei dibattiti online o nelle presentazioni dei libri. Come si trasforma il manifesto programmatico di Europa Sovrana e Indipendente in un radicamento reale tra la gente, capace di incidere sulla politica reale del Paese? Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia
R. "ESI sta iniziando adesso a strutturarsi sul territorio. È una realtà che incuriosisce per la schiettezza e l'audacia del manifesto programmatico che pone degli obiettivi chiari, netti sicuramente ambiziosi, per alcuni addirittura utopici. Tutte le grandi rivoluzioni muovono i primi passi dalle utopie. Un sogno? Può darsi, ma in politica sognare è vedere per primi. Immaginare scenari che non esistono ancora e operare affinché divengano realtà. Europa Sovrana e Indipendente, libera dagli USA e in pace con la Russia".
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia



