(ASI) "Un'altra aggressione a un capotreno. Un altro lavoratore che paga sulla propria pelle il prezzo dell'assenza dello Stato. Questa volta è accaduto a Milano Lambrate, ma avrebbe potuto essere ovunque: la violenza contro il personale di treni e autobus è ormai una drammatica quotidianità.
Da mesi il governo continua a parlare di sicurezza, ma chi lavora sui mezzi pubblici continua a essere lasciato solo. I Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Interno avevano promesso un cambio di passo. I fatti raccontano l'esatto contrario: le aggressioni aumentano, mentre gli operatori continuano a salire sui treni e sugli autobus senza adeguate tutele.
Non servono passerelle, slogan o conferenze stampa. Servono uomini, risorse e una strategia nazionale che riporti la legalità nelle stazioni e sui mezzi pubblici. Ogni giorno perso significa esporre migliaia di lavoratori a rischi che non fanno parte del loro mestiere.
Il governo dovrà assumersi la responsabilità politica di questo fallimento. Perché quando un fenomeno viene denunciato da anni e continua a peggiorare, non si può più parlare di emergenza: si tratta di una precisa incapacità di dare risposte. Non accetteremo che le aggressioni diventino un costo inevitabile del servizio pubblico. Chi indossa una divisa per garantire la mobilità dei cittadini ha il diritto di tornare a casa sano e salvo dopo il proprio turno di lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico meritano rispetto, tutela e sicurezza. Non altre promesse".Così, in una nota, Antonio Casella, coordinatore nazionale dei Circoli dei lavoratori dei trasporti del Partito democratico.




