(ASI) “La proposta di bilancio pluriennale dell'Unione europea per il 2028-2034 che i Paesi membri stanno discutendo destina ai settori difesa, sicurezza e spazio quasi 131 miliardi di euro, cinque volte di più di quanto stanziato nella programmazione precedente.
A questo si aggiunge lo strumento SAFE, fino a 150 miliardi di prestiti raccolti dalla Commissione sui mercati e garantiti dal bilancio dell'Unione, destinati agli Stati membri per l'acquisto comune di armamenti: debito europeo, restituibile in 45 anni. Mentre l'Unione disegna questo bilancio palesemente sbilanciato, in Italia la Camera converte in legge il decreto Piano Casa, che stanzia 970 milioni in cinque anni per il recupero dell'edilizia pubblica e un fondo di appena 22 milioni per la morosità incolpevole. Per arrivare ai 10 miliardi in dieci anni annunciati dal Governo si conta su fondi europei ancora da ottenere e su investimenti privati tutti da verificare. Il problema non è la difesa europea in sé, ma l'ordine delle priorità che il bilancio rivela: quando si tratta di armi il debito comune si trova in pochi mesi, quando si tratta di periferie e case popolari la coperta resta sempre troppo corta. Ci opporremo in ogni sede contro queste proposte sbagliate, i cittadini hanno altre priorità”, così in una nota congiunta Gaetano Pedullà, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, e Antonino Iaria, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle Periferie che si trova a Bruxelles per una serie di audizioni istituzionali sui fondi europei legati alla casa e alla rigenerazione urbana.




