Saccomanno, Onesti e Vivaldi: «La tutela del potere d'acquisto dei lavoratori e la tenuta economica delle strutture devono procedere insieme. Professionisti valorizzati, strutture sostenibili e assistenza di qualità sono obiettivi complementari»
(ASI) Roma – Il dibattito riacceso dal recente emendamento collegato al Decreto Lavoro sull'Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) per il comparto della sanità privata e sociosanitaria coinvolge oltre 300.000 professionisti tra infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, professionisti della riabilitazione e personale amministrativo.
AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti – non entra nel merito delle dinamiche parlamentari né delle posizioni delle organizzazioni sindacali, ma richiama l'attenzione sulla necessità di individuare soluzioni che sappiano coniugare tutela dei professionisti, sostenibilità delle strutture e qualità dell'assistenza.
IL VALORE DEL CAPITALE UMANO
«Il primo patrimonio della sanità privata e sociosanitaria è rappresentato dalle persone», dichiara Karin Saccomanno, presidente di AISI. «Ogni riflessione sul lavoro sanitario deve partire dal riconoscimento del valore professionale e umano di chi garantisce quotidianamente cure, assistenza e riabilitazione ai cittadini».
Secondo Saccomanno, il confronto sull'IVC richiama una questione più ampia. «Negli ultimi anni l'inflazione ha inciso sul potere d'acquisto dei lavoratori, mentre le strutture hanno dovuto affrontare contemporaneamente l'aumento dei costi energetici, tecnologici, assicurativi e organizzativi. Occorre trovare punti di equilibrio che consentano di tutelare il lavoro senza compromettere la capacità di investimento delle strutture».
UN SETTORE STRATEGICO PER IL SISTEMA SANITARIO
Per Giovanni Onesti, direttore generale di AISI, il confronto deve tenere conto del ruolo svolto dalla sanità privata accreditata all'interno del sistema assistenziale italiano.
«La sanità privata rappresenta una componente integrata dell'offerta sanitaria nazionale e contribuisce ogni giorno alla risposta ai bisogni di salute dei cittadini. Dalla diagnostica alla specialistica, dalla riabilitazione all'assistenza sociosanitaria, il settore svolge una funzione essenziale e complementare rispetto all'offerta pubblica».
Onesti ricorda inoltre che la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie italiane ha superato i 41,3 miliardi di euro annui.
«Le strutture sono chiamate a investire costantemente in tecnologie, formazione, sicurezza, qualità organizzativa e personale. Per questo ogni intervento sul costo del lavoro dovrebbe essere accompagnato da una visione complessiva capace di garantire equilibrio tra diritti dei lavoratori, sostenibilità gestionale e continuità dei servizi».
UNA SFIDA CHE RIGUARDA TUTTA L'EUROPA
Per Fabio Vivaldi, segretario generale di AISI, il confronto con gli altri Paesi europei offre indicazioni significative.
«In Francia il settore privato convenzionato rappresenta una componente storica dell'offerta ospedaliera; in Germania gli operatori privati gestiscono una quota rilevante delle strutture; in Spagna cresce la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per rispondere alla domanda di assistenza».
Secondo Vivaldi, la vera sfida europea riguarda oggi la capacità di rendere attrattive le professioni sanitarie.
«L'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche e la crescente richiesta di assistenza stanno spingendo tutti i Paesi europei a investire sul capitale umano. La qualità dell'assistenza dipende dalle competenze, dalla formazione e dalla valorizzazione dei professionisti. Nessun sistema sanitario può crescere indebolendo il proprio capitale umano».
SERVE UN CONFRONTO COSTRUTTIVO
«Non spetta a noi entrare nel merito delle scelte parlamentari», concludono Saccomanno, Onesti e Vivaldi. «Riteniamo però che qualsiasi decisione che riguarda il lavoro sanitario debba essere valutata considerando contemporaneamente la tutela dei professionisti, la sostenibilità delle strutture e il diritto dei cittadini a ricevere servizi efficienti e di qualità. Per questo auspichiamo un confronto costruttivo tra istituzioni, imprese, professionisti e rappresentanze del settore, finalizzato a individuare soluzioni equilibrate e sostenibili».



