(ASI) Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha messo in guardia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla catastrofe umanitaria che rischia di scatenarsi nell’isola qualora gli Usa dovessero persistere nelle loro politiche aggressive.
Rodríguez ha esortato la comunità internazionale a mobilitarsi per prevenire questa situazione, sottolineando che le misure coercitive statunitensi “uccidono e causano sofferenza”. Parlando a New York sulla “difesa dei principi e degli scopi della Carta delle Nazioni Unite e sul rafforzamento del sistema internazionale incentrato sull'Onu”, il Ministro degli Esteri cubano ha sottolineato che se gli Stati Uniti dovessero ordinare un attacco militare contro Cuba, passerebbero alla storia come “criminali di guerra” aggiungendo “non si può addurre alcuna giustificazione per l'aggressione o per atti coercitivi disumani”, quindi ha chiesto a Washington di “lasciare che Cuba viva in pace”, respingendo l'argomentazione statunitense secondo cui l'isola rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza nazionale della “superpotenza nucleare”, definendola assurda e menzognera.
Il Ministro degli Esteri ha sottolineato i “profondi e fraterni legami con il popolo e la cultura americani”, affermando che l’Avana continuerà ad accogliere viaggiatori e uomini d'affari americani, nonostante le restrizioni imposte dal loro governo.
Bruno Rodríguez ha poi condannato l'incriminazione del leader della Rivoluzione cubana, il generale dell'esercito Raúl Castro Ruz, definendola un atto di abuso di giurisdizione “moralmente infame” e “arbitrario e illegale”, affermando che questa decisione, motivata da ragioni politiche, mira a ingannare i cittadini statunitensi e stranieri a 30 anni di distanza dagli eventi, con l'obiettivo di ottenere il loro sostegno per “un'avventura militare contro Cuba per realizzare un cambio di regime o la ricostruzione della nazione, come la chiamano eufemisticamente ora; quindi ha denunciato il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti, che considera un atto di guerra e di genocidio, che sottopone la popolazione cubana a condizioni che ne minacciano l'esistenza. Questo blocco ha portato al raddoppio del tasso di mortalità infantile, passato da 4 a 9,2 decessi ogni mille nati vivi, nonché a una riduzione dell'aspettativa di vita dei bambini affetti da cancro, dall’85 al 65%.
Sempre dal palco dell’Onu il ministro degli Esteri cubano ha elogiato la leadership della Cina nella difesa della pace e della sicurezza internazionali, nel rispetto del diritto internazionale e nel rafforzamento e nell'opportuna riforma delle Nazioni Unite. Cuba sostiene le iniziative globali promosse dal Presidente Xi Jinping per affrontare le sfide attuali attraverso un'autentica cooperazione multilaterale e la costruzione di un ordine internazionale multilaterale basato sull'uguaglianza sovrana, la giustizia e la democrazia. Ha ricordato le parole di Fidel Castro Ruz del 1960: “Se la filosofia del saccheggio scompare, scomparirà anche la filosofia della guerra”.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia


