(ASI) Roma - Tensioni tra il presidente americano Trump e il Vaticano, sullo sfondo della crisi internazionale legata all’Iran e alle tensioni in Medio Oriente. Lo scorso 7 aprile, il presidente Trump minaccia apertamente Teheran, evocando la distruzione del Paese in caso di mancato accordo sullo Stretto di Hormuz.
Il Papa interviene definendo tali dichiarazioni inaccettabili e invita a privilegiare il dialogo rispetto all’uso della forza. Durante una veglia per la pace in Vaticano, Leone XIV denuncia il clima di escalation militare globale definendolo come una illusione di onnipotenza.
Trump attacca pubblicamente il Papa, accusandolo di interferire nella politica e di schierarsi contro gli Stati Uniti, arrivando a definirlo un debole e terribile relativamente alla politica estera. Il Papa a sua volta risponde dichiarando di non avere paura dell’amministrazione americana e ribadendo che la propria missione è promuovere la pace nel mondo e criticare le guerre, inclusa quella guidata dagli Stati Uniti contro l’Iran.
In Italia la reazione politica si sviluppa in poche ore, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che diffonde un primo messaggio rivolto al Papa, legato al suo viaggio in Africa, in cui sottolinea il ruolo della Chiesa come attore fondamentale che lavora per la pace tra le nazioni. Nel messaggio della premier tuttavia, non ci sono riferimenti diretti a Trump, per questo l’opposizione critica immediatamente quella che viene percepita come una presa di posizione debole e insufficiente.
Così la premier Meloni interviene nuovamente con una dichiarazione stavolta più esplicita e diretta: «trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre» . Nello stesso intervento la premier precisa che è normale che il Papa invochi la pace e condanni ogni forma e finalità della guerra, riaffermando così il ruolo della Chiesa cattolica nel dibattito internazionale. Una presa di posizione netta dunque della premier italiana, che prende pubblicamente le distanze dal presidente americano.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni



