(ASI) Roma - “Diciamoci la verità, a proposito del Dl fiscale. Dopo che l’Ocse ha schiaffato l’Italia dell’era Meloni-Giorgetti all’ultimo posto del G20 per stime di crescita nel 2026, con un misero +0,4%; dopo tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale; alla vigilia della fine del Pnrr, sin qui unica ciambella di salvataggio per non affogare nella recessione; dopo tutto questo, rispondendo alle montanti proteste del sistema produttivo sul Dl fiscale, il Governo non può dire: ‘c’è l’intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate’.
Non è ammissibile dire una cosa delg enere dopo aver varato un Dl fiscale che taglia del 65% le agevolazioni previste per le imprese che nel 2025 erano in coda per gli investimenti all’interno del Piano Transizione 5.0. Non è ammissibile aver preso per i fondelli per tre anni un sistema produttivo che ancora oggi non vede attuata la ‘nuova’ Transizione 5.0 basata sul già penalizzante Iperammortamento. Davanti al Governo Meloni, per tre anni, sono stati srotolati troppi tappeti rossi e oggi tutto il sistema imprenditoriale ne paga un prezzo salatissimo. Dopo la batosta del referendum vedere che c’è un ministro dell’economia, Giorgetti, che ripete macchinalmente che si deve ‘valutare’, forse perché è esclusivamente impegnato a trattare con Bruxelles un raggiungimento di un deficit/Pil al di sotto del 3%, mentre fuori il mondo brucia, è agghiacciante. Il Dl fiscale certifica che il Governo non vuole o non è in grado di andare avanti”. Lo comunicano in una nota o parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.


