Opposizione e sindacati insieme contro il referendum di marzo sulla giustizia

(ASI) - Nei primi mesi di questo nuovo anno, si è consolidato un fronte di opposizione compatto contro il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. La consultazione è prevista per il 22 e 23 marzo 2026 e chiamerà i cittadini a confermare o respingere una legge di revisione costituzionale già approvata dal Parlamento. Il quesito modifica l’ordinamento giudiziario in varie parti della Costituzione e introduce, tra gli altri punti, la tanto discussa separazione delle carriere dei magistrati.

Il fronte dei “NO” è costituito dai principali partiti di opposizione. A Roma si è nato il comitato “Società civile per il No” presentato ufficialmente i primi di gennaio 2026; coadiuvato con la partecipazione di figure politiche di spicco, come Elly Schlein (segretaria del Partito Democratico), Giuseppe Conte (leader del Movimento 5 Stelle), Nicola Fratoianni (Alleanza Verdi e Sinistra), Angelo Bonelli (Verdi), Maurizio Landini (segretario generale della CGIL) e il premio Nobel Giorgio Parisi.

Secondo la segretaria del Partito Democratico, la riforma non rappresenta un reale miglioramento per il sistema giudiziario in quanto non interverrebbe sui principali problemi del sistema, come la durata dei processi o la carenza di organico, e tuona che il “NO” altro non sia che una risposta alla volontà del governo di avere le mani libere e di limitare la capacità di controllo sulla magistratura da parte degli altri poteri dello Stato. 

Giuseppe Conte ha definito il progetto di riforma come un ritorno della casta dei politici, sostenendo che la modifica costituzionale servirebbe a tutelare gli interessi dei gruppi di potere piuttosto che a rafforzare la reale indipendenza della giustizia. 

Il contrasto tra maggioranza e opposizione sulla riforma della giustizia, è divenuto uno dei principali snodi del dibattito politico italiano in vista della primavera 2026. Il voto referendario, infatti, non solo determinerà se la modifica costituzionale entrerà in vigore e sarà operativa con tutte le conseguenze del caso specifico, ma costituisce un momento di confronto istituzionale, sul ruolo della magistratura e sulla separazione dei poteri nel sistema costituzionale italiano.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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