Martedì, 22 Settembre 2026
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Politica Nazionale

Scuole, Tiso(Accademia Iniziativa Comune): “Aule roventi, fallimento edilizia moderna?”

Di Redazione ASI 20 Luglio 2026 – 16:09 2 min di lettura

(ASI) “Le scuole italiane stanno diventando troppo calde per essere considerate luoghi adatti allo studio? Non è più solo un problema delle strutture vecchie e mal isolate: anche gli edifici nuovi, spesso presentati come “modelli di efficienza energetica”, finiscono per comportarsi come serre.

Aule che superano i 28-30 gradi già a fine primavera, studenti stremati, insegnanti costretti a interrompere le lezioni per malesseri. È un fenomeno che si ripete ovunque, e che solleva una domanda inevitabile: stiamo davvero costruendo scuole adatte al clima di oggi? Le nuove vengono progettate con grandi superfici vetrate per massimizzare la luce naturale. Una scelta che, senza adeguate schermature, si trasforma in un boomerang. Le facciate trasparenti catturano il sole come una serra agricola, accumulando calore che rimane intrappolato all’interno. A questo si aggiunge un isolamento pensato quasi esclusivamente per l’inverno: muri spessi, infissi ermetici, materiali che trattengono il calore. Ottimo per ridurre i consumi di riscaldamento, pessimo quando le temperature esterne superano i 30 gradi. Il risultato è un edificio incapace di disperdere il calore prodotto da decine di persone chiuse in un’aula. Le conseguenze non sono solo fisiche, ma cognitive. Numerosi studi dimostrano che sopra i 27 gradi la capacità di concentrazione cala drasticamente. Nelle classi affollate, dove la CO₂ aumenta e l’aria ristagna, il problema si amplifica: studenti che faticano a seguire lezioni; insegnanti costretti a rallentare ritmo; mal di testa, nausea e irritabilità. Il caldo rischia di diventare così un fattore di disuguaglianza: chi studia in scuole più moderne ma mal progettate rischia di avere performance peggiori rispetto a chi frequenta edifici più datati ma meglio ventilati. Il problema fortunatamente non è irrisolvibile. Le tecnologie e le strategie per raffrescare gli edifici esistono, ma vengono applicate in modo discontinuo. Schermature solari esterne: frangisole, tende, pergolati verdi; Ventilazione meccanica controllata: ricambio d’aria senza aprire le finestre. Climatizzazione efficiente. Materiali riflettenti e tetti chiari: riducono l’assorbimento del calore. Progettazione bioclimatica: orientamento dell’edificio, ombreggiamento naturale, ventilazione passiva. Questi sono interventi possibili che richiedono investimenti, certo, ma soprattutto una visione: quella di una scuola che non sia solo “nuova”, ma davvero adatta al clima che stiamo vivendo. Senza una progettazione attenta, d’altronde, anche la scuola più nuova può trasformarsi in una trappola termica. Investire in ambienti freschi, ventilati e progettati per il clima di oggi significa investire direttamente nella qualità dell’istruzione e nel benessere delle nuove generazioni”. Lo dichiara, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Nota della Redazione

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