(ASI)«La denuncia che arriva da Lecce relativamente a una sedicenne pakistana che è riuscita a sottrarsi a un matrimonio combinato, riaccende il faro sui casi sempre più frequenti delle spose bambine residenti in Italia.
Si tratta di giovani di seconda generazione, indotte a matrimoni concordati dalle loro famiglie di origine, spesso all'insaputa delle stesse ragazze. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, la sedicenne pakistana sarebbe stata vittima di maltrattamenti e tentata induzione alle nozze da parte dei suoi stessi familiari: i genitori e il fratello maggiore. I familiari infatti non avrebbero accettato il rifiuto della ragazza di sposare un connazionale, un cugino residente in Pakistan, che probabilmente neppure conosceva. Stavolta è stato evitato un altro caso Saman Abbas, la giovane pakistana uccisa a Reggio Emilia nel 2021. Appare rincuorante che, almeno tra i ragazzi di seconda generazione, stia passando il messaggio che ci si può sottrarre a un modello culturale che in Italia non può e non deve avere alcun diritto di cittadinanza. Ogni Saman che riusciamo a salvare è un passo avanti per tutta la collettività". Lo dichiara in una nota Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d'Italia e componente della Commissione bicamerale contro la violenza sulle donne.