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(ASI) Lettere in Redazione. Nonostante le previsioni meteo per la giornata di oggi, con massicce bufere di neve e forte vento, eravamo pronti a tutto pur di rendere omaggio ai Martiri delle Foibe e agli Esuli Istriani, Dalmati e Giuliani, e di certo, quel vento gelido che oggi, nel primissimo pomeriggio, cercava di portarci via il gazebo allestito a Piazza Tacito, non ci ha affatto spaventati o demoralizzati.

E' così che ha avuto inizio l'intensa giornata del ricordo per l'olocausto Italiano dimenticato per sessant'anni, della Comunità Militante di Gioventù Italiana e de La Destra Terni.
"Nella settimana dedicata all'amore in tutte le sue forme, per giunta, nella città il cui Patrono è San Valentino, abbiamo sentito, come ormai ogni anno, il bisogno di ricordare chi è morto per la sola colpa di essere Italiano, ma anche chi, pur amando la sua Terra natìa, fu costretto ad abbandonare tutto e a diventare profugo, sebbene per un gran numero di Esuli speranzosi in un futuro ritorno che mai avvenne, si sia trattato di uno spostamento giusto al di là dei confini, per ragioni legate al senso d'appartenenza ed ai sentimenti che oggi, come molti altri valori fondamentali quali la famiglia e le tradizioni, per molti italiani si sono persi " afferma Mayla Peretti, Responsabile Regionale di Gioventù Italiana - "Non ricordare, sarebbe come uccidere di nuovo, o peggio, infoibare nuovamente ciò che per troppi anni è stato volontariamente celato dal sistema istituzionale".
"E' vergognoso, che ancora oggi, qualche frangia della sinistra, neghi o schernisca le vittime dell'odio titino" questo il commento del Responsabile Provinciale di Gioventù Italiana, Luca Franceschini.
"Come lo scorso anno, abbiamo cercato anzitutto di informare la gente comune attraverso dei volantini su cosa siano state realmente le Foibe, poi, silenziosamente, ci siamo recati prima a Narni a rendere omaggio con dei fiori ed uno striscione, là dove lo scorso anno, il nostro Federale Daniela Cirillo, insieme alla Sig.Ra Ilaria Ubaldi ed alcuni altri rappresentanti del PdL narnese hanno inaugurato l'intitolazione di una via a Norma Cossetto, (Martire delle Foibe)" continua il Regionale di Gioventù Italiana, "per poi tornare a Terni, e, dopo aver fatto qualche minuto di raccoglimento a Piazza Dalmazia recitando una preghiera, siamo stati a Palazzo Spada.. A spiegare a Sindaco e giunta, che Noi, onoriamo il santo patrono di Terni, siamo golosi di cioccolato, ma i festeggiamenti per il "cioccolentino", non ci hanno impedito di rendere omaggio ai Martiri delle Foibe e agli Esuli...
NO.. IO NON SCORDO I MIEI FRATELLI!"


Il 10 febbraio, GIORNO DEL RICORDO, Narni ha commemorato i Martiri delle Foibe in via Norma Cossetto, divenuta il simbolo di quella tragedia.

Il 16 Luglio scorso la mozione del consigliere comunale Ilaria Ubaldi è stata accolta ed è stata attribuita, oggi afferma il consigliere Ubaldi,dopo tanti anni di colpevole silenzio possiamo ricordare quelle persone che con il solo fatto di essere italiani furono perseguitati torturati e uccisi.

A 150 anni dall’ unità d’Italia, simbolicamente a Narni abbiamo, continua il consigliere, ricordato la piena italianità dei martiri delle foibe, questo è stato il primo passo, successivamente chiederemo un monumento accanto alla targa, e poi il prossimo 10 febbraio, sempre il consigliere Ubaldi afferma di voler istituire un concorso “UN PENSIERO A NORMA COSSETTO” per le scuole, e gli elaborati più belli verranno letti di fronte alla targa. Quindi, conclude il consigliere, la città di Narni è divenuta con la presenza di questa via,meta concreta per poter pregare, deporre fiori e anche riflettere laicamente.

Presenti alla commemorazione oltre al consigliere comunale di Narni Ilaria Ubaldi, vi erano il capogruppo in consiglio comunale di Narni Sergio Bruschini, il consigliere provinciale del PdL Manuela Beltrame,il responsabile di CasaPound di Terni Piergiorgio Bonomi, il coordinatore comunale della Giovane Italia David Cleri, il sindaco di Narni Stefano Bigaroni, e la presenza concreta e spirituale di Don Giorgio (Santuario della Madonna del Ponte).

POPOLO DELLA LIBERTA’ NARNI


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RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI R.S.I.

R.S.I. - CONTINUITÀ IDEALE

Ieri, 10 febbraio, si è svolto il Giorno del ricordo dedicato al martirologio delle foibe. E come l'anno scorso, si è ripetuto il rito distratto, per pochi intimi, delle commemorazioni ufficiali, con l'eccezione del Presidente del Senato presente a Basovizza. Il Presidente della Repubblica ha aperto il rito con un discorso di estrema vaghezza, nell'oblio più assoluto di ogni preciso riferimento ai carnefici slavi, comunisti, e ai sistemi adottati contro militari, civili, uomini, donne e bambini nell'indiscriminato massacro. Eguale oblio sulla collaborazione dei partigiani comunisti italiani nel rastrellamento delle vittime. Sulla stessa lunghezza d'onda la restante sparuta nomenklatura.

Ieri, il Raggruppamento ha ricordato le migliaia di giuliani, dalmati e istriani infoibati soltanto perché italiani e con loro le centinaia di soldati della RSI che in quei giorni di follia omicida hanno perso la vita nel disperato tentativo di respingere quella marea slava che già nel 1943, con la resa dell'8 settembre, aveva sperimentato l'assassinio di massa di italiani con le foibe.

Ricordiamo i Bersaglieri del Mussolini, gli Alpini del Tagliamento e i marò della Decima che hanno santificato col loro sangue le terre di Dalmazia, Istria e Venezia Giulia. E ancora ricordiamo l'esodo dei 350.000 italiani costretti ad abbandonare le loro case di fronte alla pulizia etinica degli sgherri di Tito.

Di tutto questo, di questa sanguinosa pagine di storia, non c'è cenno sui testi scolastici di questa Repubblica nata dalla Resistenza, con la maggior parte dei giovani che non sa nemmeno che cosa siano le foibe. Al Raggruppamento come istituzione e agli Italiani ancora degni di questo nome il compito di continuare a raccontare l'intera verità su quanto è accaduto, sulle complicità e i silenzi di decenni, testimoniando una memoria che altrimenti è fatalmente destinata a svanire in un tempo ormai prossimo.

Gianni Rebaudengo

Presidente Nazionale RNCR-RSI -

Continuità Iteale

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