DL ILVA, Turco (M5S): è un grande inganno per tarantini, lavoratori e imprese 

(ASI) Roma.– “Continuiamo a parlare di Ilva come se la storia tragica di questi lunghi anni non avesse insegnato nulla. Tra le varie sentenze e condanne di tutti questi anni, ricordiamo che c’è una sentenza di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea che afferma che l'attività deve essere “sospesa” in caso di gravi pericoli per l'ambiente e la salute umana.

Per questo il MoVimento 5 Stelle continua a sostenere la chiusura di tutte le fonti inquinanti. Nel 2016-2017 si decise di continuare a produrre a carbone, affidando lo stabilimento a un'impresa straniera. Noi purtroppo non siamo riusciti a fermare quella ripartenza sbagliata del governo Renzi e chiediamo scusa per questo. Abbiamo cercato di modificare però quella scelta sbagliata, nazionalizzando l'impianto per la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e programmando la realizzazione di due forni elettrici a idrogeno verde, con oltre un miliardo di euro del PNRR, fondi poi cancellati da Fitto. Con questi due ultimi provvedimenti si ritorna al passato: si continuerà per altri dieci anni a produrre solo a carbone. Si decide di fare un bando per vendere a questo punto, anzi svendere l'impianto. Oggi accertiamo che gli unici soggetti interessati sono imprenditori stranieri che non offrono garanzie sulla tutela dell’ambiente, sulla salute dei cittadini e sulla riconversione green dell’impianto. Di fronte a questa vendita che si preannuncia fallimentare, siamo convinti che il Governo presto tornerà indietro e tornerà alla nostra decisione di nazionalizzare la fabbrica. In questi due anni sono stati bruciati oltre 1,5 miliardi di euro per nulla, a cui si aggiunge il bidone di Stato di oltre 1 miliardo di euro, contro le imprese per aver deciso di decretare lo stato d’insolvenza. Adesso, decidete di privatizzare la fabbrica, stanziando 420 milioni di prestiti che non saranno mai restituiti. Infine, la cosa più grave è la distrazione di 400 milioni del patrimonio destinato per le bonifiche destinandoli alla continuità produttiva a carbone. L'ex Ilva è ormai per il governo un pozzo senza fondo, un bancomat di Stato. Si viaggia peraltro a vista, senza un piano industriale e senza alcuna rendicontazione. Ogni nostra proposta è stata bocciata: chiusura fonti inquinanti, accordo di programma, riconversione industriale ed economica del territorio, ripristino dei fondi sulle bonifiche, misure per i lavoratori esposti ad amianto, in cassa integrazione e per l’indotto. Altro aspetto importante di questo provvedimento è la sentenza della Corte di giustizia europea. Il governo è stato costretto a condizionare il rilascio dell'AIA alla valutazione di impatto sanitario: questa è una piccola vittoria del MoVimento 5 Stelle, che già dalla scorsa legislatura aveva depositato una proposta di legge, a mia prima firma, in tal senso. E’ uno scandalo che sul tema della valutazione dell'impatto sanitario il governo ha deciso di barare, escludendo l’analisi quella già dichiarata dall'ARPA Puglia e dall'ASL di Taranto per accogliere la VIS presentata dai commissari. Il decreto del governo è invotabile, perché questa ripartenza è un inganno. È un inganno per i cittadini di Taranto, per i lavoratori e per tutte le imprese dell'indotto. Ricordo le parole di Lincoln: “potete ingannare tutti per qualche tempo o alcuni per tutto il tempo, ma non potete prendere per i fondelli tutti per tutto il tempo”. Così in una nota il vicepresidente del M5s Mario Turco, responsabile del Comitato economia, lavoro e imprese, intervenendo in dichiarazione di voto sul dl Ilva.

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