Autonomia differenziata, Farinelli (Spi Cgil Umbria): la responsabilità politica di questa scelta disastrosa deve essere chiara

(ASI) "L’autonomia differenziata è legge, cosa succederà ora in Umbria? Questa domanda crediamo meriti risposta immediata, soprattutto da parte di chi si candida a governare Comuni importanti della nostra regione”.

A scriverlo in una nota è Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil dell’Umbria, il sindacato di pensionate e pensionati della nostra regione, che conta oltre 50mila iscritti. “Le persone anziane saranno le prime ad essere colpite da un provvedimento che allargherà in maniera inevitabile le disuguaglianze territoriali su diritti fondamentali, a partire da quello alla salute - afferma Farinelli - Chiediamo a chi non si è opposto come noi a questa riforma spacca Italia: cosa succederà al finanziamento pubblico della sanità in Umbria, già duramente colpita negli ultimi anni? Sarà maggiore o minore? L’istruzione nella nostra regione sarà rafforzata o indebolita? E le nostre aree interne ne trannaro beneficio o saranno ulteriormente abbandonate?”. 

“Crediamo che non si possano eludere domande di questa importanza - conclude Farinelli - anzi, sarebbero dovute essere al centro della campagna elettorale, soprattutto da parte delle forze che hanno sostenuto l’autonomia differenziata e che invece su questi temi hanno giocato a nascondino. Da parte nostra l’impegno a contrastare questo attacco all’unità del Paese proseguirà con il sostegno al referendum che verrà promosso da tutte le forze democratiche, nella consapevolezza che l’Umbria rischia davvero di scivolare ancora verso standard qualitativi sempre più bassi. E se così sarà per gli effetti di questa riforma, la responsabilità politica sarà chiara e ineludibile”.

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