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Politica Nazionale

Sanità, meno male che c’è la Corte dei Conti, ma non basta

Di Fortunato Vinci 21 Marzo 2024 – 09:54 3 min di lettura

(ASI) C’è voluto un altro autorevole intervento della Corte dei Conti per rilevare quello che, da anni, è sotto gli occhi di tutti:le macroscopiche, vergognose disfunzioni del servizio sanitario nazionale, provocate dalla pessima gestione del settore e dalla mancanza di adeguate risorse.

Già in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il 13 febbraio scorso, c’era stato un grido dall’allarme, tanto che nel documento della Corte dei Conti c’era scritto che “non si può sottacere che la grave crisi di sostenibilità del sistema sanitario nazionale non garantisce più alla popolazione un’effettiva equità di accesso alle prestazioni sanitarie, con intuibili conseguenze sulla salute delle persone e pesante aumento della spesa privata; la tendenza,ormai già da diversi anni, appare lenta ma costante: da un Servizio Sanitario Nazionale incentrato sulla tutela del diritto costituzionalmente garantito, a tanti diversi sistemi sanitari regionali, sempre più basati sulle regole del libero mercato”.Un quadro realistico sconfortante. Ora, arriva, un altro pesante rilievo della magistratura contabile, nella memoria sul decreto dl Pnrr, depositata in commissione Bilancio della Camera. La Corte dei Conti  ha dato ragione alle Regioni, che hanno lamentato la sottrazione di 1,2 miliardi, in quanto “la rimodulazione dei fondi per la sanità prevista dal dl Pnrr – secondo cui gliinvestimenti destinati alla realizzazione del programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”, già finanziati con il Pnc, verranno posti a carico del Fondo ex art.20 – riducono l’ammontare complessivo delle risorse destinabili ad investimenti in sanità, incidono sui programmi di investimento regionali già avviati e comportano il rinvio  dell’attuazione del progetto a quando saranno disponibili spazi finanziari adeguati”. Questa della sanità è un problema grave che andrebbe risolto con doveroso impegno e notevole senso di responsabilità. Invece ho l’impressione che non ci sia né l’uno né l’altro. E allora succede che queste interminabili e indecorose liste d’attesa, che, ormai, ci sono in quasi tutti gli ospedali, costringono gli ammalati a fare ricorso alla sanità privata, cheha un giro d’affari di decine di miliardi di euro l’anno. E ci sono pure tanti, troppi, che privi di mezzi, sono costretti a rinunciare a curarsi. Queste situazioni indecenti inducono a qualche amara e inquietante considerazione. La prima è che quando lo Stato obbliga i lavoratori, con apposite leggi, a pagare, durante tutta la vita lavorativa, i contributi assistenziali,s’impegna a fornire loro, nel momento del bisogno, l’assistenza sanitaria promessa. Nel caso questo, per varie ragioni, non avviene, si tratta di una grave e palese inadempienza contrattuale, cui dovrebbe fare seguito il risarcimento dei danni. Non solo, così facendo lo Stato non è in grado di ottemperare a quell’altro impegno solenne, descritto dall’art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuoe interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. E allora mi chiedo: la presidente del Consiglio e tutti i suoi ministri, che pure hanno giurato sulla Costituzione, e che immagino, e spero, abbiano qualche volta visto questo articolo, come reagiscono quando leggono che ormai sono milioni gli italiani che, dopo essere stati costretti a pagare per decenni i contributi sanitari allo Stato, per le gravi inefficienze del Servizio Sanitario Nazionale, sono costretti a ricorrere alle cure, costose, qualche volta costosissime, della sanità privata? E cosa pensano quando apprendono che altri milioni di italiani, pur avendo pagato i contributi, rinunciano alle cure perché non si possono permettere di andare nelle cliniche private?Naturalmente ha fatto benissimo la Corte dei Conti a sollevare i problemi, ma, purtroppo, non basta se i governanti possono trasgredire, con arrogante strapotere, la Costituzione e le leggi. 

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

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