La Meloni continuerà nella linea atlantista (stile Crosetto), anche a costo di un'emorragia di voti? Alemanno e Salvini incalzano
(ASI) “Giorgia Meloni ha cambiato idea su tutto”. Questa critica non viene dagli avversari interni o dalla destra sociale. Non è una voce di corridoio, ma è stato Matteo Renzi a pronunciarla ieri, in occasione dell'evento ‘Gli incontri del Principe’, che ha avuto luogo al Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio (Lucca).
Non è solo il comportamento passato che dà adito a queste perplessità, ma è anche il presente: si consideri per esempio l'attuale ostinato silenzio del Presidente Meloni sul caso Vannacci, forse per timore di dover dire qualcosa di spiacevole nei confronti del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. Un (rumoroso) silenzio che può sembrare assenso, e quindi un via libera al provvedimento punitivo, che certamente l'operoso ed esperto generale non meritava.
Da quando Giorgia Meloni ha radicalmrente cambiato la linea politca della campagna elettorale, sono iniziati i problemi con l'elettorato - in particolare con quello della destra sociale e i gruppi del dissenso, che stentano sempre più a riconoscersi nella forza politica votata.
In politica, come in natura, si sa che, se si crea un vuoto, arriva un qualcosa che a colmarlo. Segnali premonitori giungono soprattutto sia da Orvieto (Alemanno) sia da Legnano (Salvini). Già tra gli elettori della Meloni c'era forte perplessità per la linea atlentista di sostegno militare incondizionato all'Ucraina.
Una cosa è certa: se continuerà nel silenzio sul caso Vannacci, tra gli altri, e se persisterà nella politica attuale, dovrà prepararsi al peggio. Elettoralmente parlando, s'intende.
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