Tragedia di Casamicciola. Italia, schiava rischio idrologico. Governo: abbandoni il progetto Ponte di Messina e investa sul risanamento del territorio

(ASI) La tragedia di Casamicciola   sull’Isola di Ischia , Un morto accertato, 11 dispersi, 13 feriti di cui solo uno in condizioni gravi. Sono i dati forniti dal prefetto di Napoli, Claudio Palomba, nel corso di un punto stampa di aggiornamento sulla situazione di Casamicciola, vero problema che insiste su tutto il territorio italiano: rischio idologico ad altissimi pericolosità.

Sono decine gli anni che n se ne parla ma, alla fine solo interventi a macchia di leopardo su un territorio  già teatro di tragedie e di tante vittime.

E’ chiaro: è  mancato un  progetto legislativo  con drastici interventi che riguardano gli abusi edilizi  che riporta alla statistica preoccupante: Nel 2021 la superficie nazionale potenzialmente soggetta a frane e alluvioni: l’incremento sfiora rispettivamente il 4% e il 19% rispetto al 2017. Quasi il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto e soggetto ad erosione costiera e oltre 8 milioni di persone abitano nelle aree ad alta pericolosità.

Purtoppo uno dei dati più preoccupanti l’abuso edilizio: si è costruito tanto spesso male, dove non si poteva edificare , ma si sa, in questi casi e come accertato entra in ballo il famoso Voto di Scambio con immobili laddove non si poteva costruire ; in questi casi entrano in ballo tanti Comuni italiani che hanno favaorito incosciamente il proleferare numerico  che oggi sono consicderati Abusi Edilizi a tutti gli effetti.

Allora , bisogna lavorare subito con un progetto a lunga scadenza , mettere in campo  seri e drastici interventi tali da ristabilire la legalità colpendo l’illegalità semmai concessa.

Secondo  quanto riporta Ispra  (Istituto Superiore per la Protezionee la Ricerca Ambientale)   è raccapricciante leggere  il  rischio   di un mancato completamento della Carta geologica d’Italia anno 2022  per assenza di finanziamenti .Lo studio  per difendersi dagli eventi naturali occorre conoscere i pericoli e con essa la conoscenza del suolo e del sottosuolo nazionale, indispensabile per riuscire a contenere i disastri, mettere in sicurezza i territori e procedere ad un’idonea pianificazione urbanistica.  Ogni singolo foglio del CARG, realizzato dall’ISPRA in collaborazione con le Regioni, le Province autonome, le Università e il CNR, contiene la possibilità di ricavare informazioni oggi più che mai preziose relativamente all’individuazione delle risorse idriche ed energetiche a quelle minerarie, dalla descrizione delle aree più idonee allo stoccaggio delle scorie radioattive o alla progettazione di infrastrutture sicure , mentre dal Governo si continua a parlare di stanziamenti  nel  progetto Ponte di Messina che colleghi la Calabria alla Sicilia.

Gli italiani che vivono in zone ad alto rischio sono 7,5 milioni. A questa preoccupazione si aggiunge il monito di Coldiretti, secondo cui il 91% del territorio italiano è a rischio idrogeologico.

Tra le urgenze più avvertite c’è la necessità di una legge contro il consumo del suolo (cioè la trasformazione di superfici naturali o agricole in infrastrutture) un vero e proprio buco legislativo che non protegge le condizioni ecosistemiche del territorio, con ricadute sulla sicurezza dei cittadini. Un tema importante e complesso, riassunto nel quinto report annuale redatto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Le stime del consumo di suolo in Italia non sono rosee. Con una nuova legge ad hoc,  stilata nel 2017 nel  fino al 2050, lo Stivale perderebbe 818 chilometri quadri di suolo; in assenza di norme specifiche e basando i calcoli sul solo 2017 – periodo durante il quale la crisi ha rallentato il settore dell’edilizia e delle costruzioni – si dovrebbe invece dire addio a 1.672 chilometri quadrati di suolo. Se la ripresa economica fosse più marcata e si ripetessero gli schemi già registrati durante gli ultimi decenni, si potrebbe arrivare a perdere fino a 8.073 chilometri quadrati, cioè dieci volte la prima stima.

Rosario Murro OlS

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