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Politica Nazionale

Spese armi, Maimone (Nd.it): "Uno schiaffo alla pace e agli italiani poveri da parte del Governo"

Di Redazione ASI 27 Marzo 2022 – 19:36 2 min di lettura
 
(ASI) Roma - Il popolo italiano è contro la guerra. L'Italia, nonostante registri una quota di 7 milioni di poveri, spende tanti soldi per le armi. Mancanza di rispetto per chi non arriva a fine mese"                                                                                                                 
 
Biagio Maimone, fondatore della corrente di pensiero nuovademocrazia.it, inveisce contro le scelte del Governo, che ha deciso di spendere il 2 per cento del Pil per l’acquisto di armi al fine di aiutare l' Ucraina. 
"Va bene l'aiuto, ma le armi creano non poche perplessità e punti interrogativi di non poco rilievo. Siamo alla follia, vogliamo per caso fare la guerra? Noi di Nuova Democrazia siamo contrari 
maimone1alla spesa bellica e come noi la maggior parte della popolazione italiana, soprattutto quella che vive in grave stato di difficoltà economica. L'Italia,  nonostante registri una quota di 7 milioni di poveri, spende tanti soldi per le armi. Una totale mancanza di rispetto per chi non riesce ad arrivare a fine mese" ha dichiarato Maimone, il quale ha aggiunto:"E' uno schiaffo ai cittadini italiani e alla pace. I giornalisti dovrebbero condannare la decisione assunta dal Governo relativamente all'acquisto delle armi e non appoggiarla, in quanto ciò equivale ad incrementare la guerra. La diplomazia che fine ha fatto? Noi siamo per l'impegno fattivo a favore della  pace, della solidarietà, della cooperazione, da intendersi non come supporto in termini di fornitura delle armi, ma come supporto diplomatico ed umanitario.
Nuova Democrazia dice no alla guerra e all'intervento militare a sostegno del popolo ucraino. Sì alle missioni di pace, si al dialogo. Il Governo Draghi si preoccupi di stanziare i soldi per aiutare i poveri cittadini italiani, stremati dall'aumento eccessivo di tutti i beni di prima necessità e non per le armi. Il popolo italiano è contro la guerra. 
Il giornalismo, invece, deve essere neutrale per poter aderire ai dettami deontologici che regolamentano il suo operato, per l'affermazione della verità, della giustizia e dell'equità sociale, additando nella guerra il peggior male per l'umanità.
Il giornalismo non deve schierarsi. 
Il giornalismo non può esimersi dal condannare la barbarie della guerra e non può certamente esimersi dal dovere morale di veicolare un messaggio civilizzatore che possa sviluppare sempre più la cultura della pace, unica premessa per costruire un mondo migliore".
 
Nota della Redazione

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