(ASI). Il governo della Repubblica Islamica dell'Iran ha ribadito in numerose occasioni di non avere mai desiderato la guerra e di non aver mai voltato le spalle alla diplomazia. La posizione ufficiale è stata quella di perseguire soluzioni pacifiche e di risolvere le controversie attraverso il dialogo.
Questa scelta è stata manifestata in modo chiaro, non solo con dichiarazioni ufficiali, ma anche con atti concreti, come i vari round di negoziati tenuti con gli Stati Uniti. L'Iran ha sempre dimostrato apertura alla discussione, sperando che la via diplomatica potesse portare a una soluzione duratura.
Tuttavia, secondo le autorità iraniane, è stata la parte americana, supportata dal cosiddetto "regime sionista", a interrompere questi colloqui, rifiutandosi di proseguirli. Questo atteggiamento è stato interpretato come una mancata volontà di risolvere i conflitti attraverso mezzi pacifici, ignorando i principi di diritto internazionale e le regole che dovrebbero guidare le relazioni internazionali. L'Iran ha denunciato questa interruzione dei negoziati come un atto di non rispetto verso gli impegni reciproci, accusando gli Stati Uniti di non aver mai rispettato gli accordi precedentemente raggiunti, in particolare nel contesto dell'accordo sul nucleare.
In questo scenario, il governo iraniano ha continuato a ribadire la sua disponibilità al dialogo, ma senza compromettere la propria sovranità e sicurezza nazionale. La sua posizione resta quella di una nazione che, pur desiderando la pace, è pronta a difendersi con determinazione da ogni minaccia esterna. Il messaggio è chiaro: l'Iran non ha mai cercato la guerra, ma se necessario, è pronto a proteggere i propri interessi e la propria indipendenza.



