Teatro Stabile di Catania, l’intervento della Ugl catanese dopo le parole del presidente Saggio. “Pronti al confronto nel rispetto dell’autonomia decisionale di Cda e direzione artistica”
(ASI) “Abbiamo avuto modo di leggere con attenzione le parole del presidente del Teatro Stabile di Catania, Carlo Saggio, che nei giorni scorsi ha chiarito la posizione della governance e del management dell’ente alla luce dell’avvio della nuova stagione teatrale. Non volendo entrare nel merito della polemica che si è innescata tra i rappresentanti del Teatro ed alcune organizzazioni sindacali, ci preme sottolineare come quello svolto fino ad oggi dal presidente Saggio, dal Consiglio di amministrazione e dal direttore artistico Laura Sicignano, è stato un lavoro non semplice di messa in sicurezza e di rilancio dopo una fase drammatica di quello che per noi è uno dei Teatri più importanti d’Italia.” La pensano così, per la Ugl etnea e l'hanno espressa in una nota, il segretario territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario della Ugl Spettacolo Massimo Ruta, con il rappresentante sindacale aziendale Jose Gagliano. “Grazie ad una certosina opera, supportata anche dal nostro sindacato, lo Stabile può guardare ad un futuro sereno e ci dispiace che gli ultimi due anni, funestati dalla pandemia, abbiano limitato la vera ripartenza di una macchina miracolosamente messa in piedi. La nuova apertura al confronto, da parte del presidente, ci trova quindi preparati e disponibili da ora, nella consapevolezza che ci sarà anche da discutere il necessario rinnovo della vecchia pianta organica, per rendere ancor più snello ed efficiente l’operato di impiegati e maestranze. Nel contempo auspichiamo un maggiore coinvolgimento delle istituzioni regionali e locali perché il Teatro, patrimonio prezioso della città, dell’area metropolitana e della regione, possa essere ulteriormente esportato per consacrarsi definitivamente in ambito nazionale ed internazionale. Siamo quindi fiduciosi – aggiungono Musumeci, Ruta e Gagliano – per il futuro, così come siamo consci che la linea tracciata conduce verso un’apertura del Teatro stesso alla contemporaneità ed alla sperimentazione. Per questo abbiamo sempre ritenuto sacra la libertà di scelta, da parte della direzione artistica, rispetto a cosa portare in scena e a chi affidare regia e recitazione. E’ chiaro che, a nostro avviso, finché abbonati (in aumento), pubblico e critica, saranno dalla parte delle decisioni adottate dal Teatro, ogni altro appunto ci sembra superfluo perché bisogna rispettare l’operato soprattutto se porta risultati in termini di gradimento, di ritorno economico e di salvaguardia dei livelli occupazionali. Questo non significa che per la Ugl debba essere svilita la storia e la tradizione dello Stabile, che deve rimanere ancorata nei suoi valori fondanti della catanesità e sicilianità, ma non vuol dire a maggior ragione che non si debba guardare oltre specie quando la formula adottata riscontra risultati importanti. Siamo pronti, dunque, a continuare il dialogo con il presidente ed il direttore artistico – concludono i tre sindacalisti – perché teniamo in modo particolare alla crescita culturale dell’intero territorio, che si può inevitabilmente tradurre oltretutto nella creazione di nuove opportunità.”
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