(ASI) "Ancora una volta, nel designare i componenti del gruppo di lavoro per la definizione del Piano per la salute mentale della Regione, le nostre strutture, i nostri rappresentanti, i professionisti che tutti i giorni “respirano” le problematiche della salute mentale (disagio psichico) siano stati relegati al mero ruolo di possibili ma non certi collaboratori o consulenti". A denunciarlo in una nota è la Fenascop Lazio, associazione che rappresenta a livello regionale le comunità accreditate che si occupano di riabilitazione psichiatrica extra ospedaliera per adulti e minori (S.R.T.R.e. - S.R.S.R h 24 e h 12), comprendendo organizzazioni profit, no profit, associazioni di utenti e di familiari.
In una missiva inviata al presidente Nicola Zingaretti* e all'assessore alla sanità laziale, Alessio D'Amato, la Fenascop scrive: "preso atto dell'interesse, della grande attenzione che la Regione sta rivolgendo a questo comparto, vitale per il SSR, motivo per il quale noi tutti poniamo legittime aspettative di indicazioni condivise di cambiamento nella strategie di approccio per la definizione del Piano per il miglioramento della qualità dei servizi offerti chiediamo un incontro urgente affinché il nostro contributo non venga marginalizzato o relegato a semplice consulenza".
"Le Comunità Terapeutiche Psichiatriche e Socio Riabilitative - afferma il presidente Paola Marchetti - nascono ed esistono per permettere ai pazienti con disturbi mentali severi di ottenere la possibilità di cura e l’opportunità di riappropriarsi di una vita sociale integrata. Tutte le strutture Fenascop sono accreditate e operano come strutture sanitarie rappresentando, ormai da diversi anni, un importante e qualificante risposta a specifici bisogni di cura, intesa nei termini di terapia, riabilitazione e assistenza, svolgendo pertanto un servizio pubblico". Lo comunica in una nota l'Ufficio Stampa di Fenascop Lazio.
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