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(ASI) E' iniziata la settimana di mobilitazione nazionale contro le banche e l'usura del capitalismo cosmopolita che si concluderà con tre grandi manifestazioni a Roma , Milano e Catania ."Di fronte alla crisi e al malgoverno che colpiscono l' Italia, Forza Nuova dà voce a milioni di italiani che non si riconoscono più in questo governo e in questa classe politica" spiega in una nota Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova .
A Catania Sabato 29 ottobre 2011  si svolgerà un corteo per le vie del centro cittadino con partenza alle ore 17,00 da piazza Vittorio Emanuele ( "piazza Umberto") che si concluderà con un comizio dei Dirigenti Forzanovisti del Sud Italia.  L' adesione è  aperta a tutte le categorie, i gruppi sociali, le associazioni, i movimenti e i singoli cittadini che intendano aderire al nostro programma politico, protestare contro la crisi economica creata dal sistema bancario, contro il turbocapitalismo che affama il nostro popolo, contro una classe politica inetta e corrotta e scegliere il cammino del cambiamento radicale.
Forza Nuova manifestando propone  soluzioni radicali all'attuale stato di crisi sociale ed economica e 
                                                                                                            
  CHIEDE:

- AZZERAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO:
il debito pubblico è dovuto al signoraggio ed alle speculazioni che il sistema bancario fa sulla pelle dei popoli, non pagarlo non solo è legittimo, ma in questa situazione doveroso e salvifico per l'economia e la vita del nostro paese. Dobbiamo abbattere i simboli di questo debito non dovuto, cominciando da strutture come Equitalia e SERIT Sicilia  che assillano i poveri ed i più bisognosi perchè non sono in grado di difendersi da queste sanguisughe, mentre i potenti, i grandi evasori, possono contrattare la restituzione di parti irrosorie di debiti milionari.
- SOVRANITA' POPOLARE DELLA MONETA: solo la piena sovranità nazionale , quindi anche la sovranità monetaria renderà l'Italia un paese libero. La moneta deve essere proprietà del popolo, poichè la ricchezza che la moneta rappresenta  convenzionalmente è prodotta dal popolo e non dalle banche che stampano moneta dal nulla e la prestano a tassi usurai.
- NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE: la politica nazionale ed europea hanno finora salvato le banche dal tracollo usando soldi pubblici, soldi del popolo e allora nazionalizziamo le banche, restituiamo agli istituti di credito il ruolo sociale nell'economia nazionale, cacciamo speculatori e usurai. L'Islanda l'ha fatto, il Venezuela l'ha fatto, l'Argentina l'ha fatto e hanno superato la crisi !
- ABBATTIMENTO DELLA CLASSE POLITICA MASSONICO-MAFIOSA: questa classe politica asservita ai poteri forti, ai banchieri, a potenze straniere, deve essere spazzata via dalla volontà e dalla partecipazione popolare.
- CAMBIO DEL SISTEMA DI RAPPRESENTANZA: la democrazia rappresentativa, la partitocrazia hanno devastato l'Italia. Noi proponiamo un nuovo sistema di rappresentanza che affianchi ai politici eletti in numero dimezzato rispetto ad oggi, rappresentanze delle categorie lavorative e sociali del paese che fino ad oggi hanno subito passivamente le scelte scellerate dei politici
- PRODUZIONE NAZIONALE: l'economia si basa sullo sfruttamento del lavoro a basso costo estero per invadere i mercati con prodotti scadenti che illudono la gente di risparmiare, mentre in realtà lentamente si autodistrugge, distruggendo l'economia locale. L'Italia deve tornare a produrre sul territorio nazionale, no alle delocalizzazioni all'estero, no alla grande distribuzione. La terra, l'agricoltura, sono la storia, la tradizione ed il futuro del nostro paese. Dobbiamo tornare ad essere autosufficienti a livello alimentare.
- DIFESA DEL LAVORO: la delocalizzazione e la deindustrializzazione del nostro paese stanno rovinando la vita di milioni di famiglie che non trovano più lavoro a causa di un mercato squilibrato che privilegia i paesi in cui il lavoro costa zero. L'Italia deve difendere il lavoro ed i lavoratori e non la produzione ed il consumo. La piena occupazione di tutta la forza lavoro italiana è possibile e deve essere raggiunta.
" Solo Forza Nuova sa indicare soluzioni chiare e rivoluzionarie per cercare di risollevare il popolo italiano - ha dichiarato Giuseppe Bonanno Conti ( Coordinatore FN Sud Italia) - e con questa mobilitazione cercheremo di farlo comprendere alla maggioranza degli italiani che ormai, distratti , stanchi e rassegnati, stanno per perdere la speranza in un futuro migliore"


CHIUDIAMO LE BANCHE, APRIAMO I CAVEAU
E’ questo uno degli slogan con i quali Forza Nuova sarà in piazza sabato 29 ottobre a Milano, Roma e Catania. Nei giorni in cui la Banca centrale europea impone all’Italia di alzare l’età pensionabile mentre si stanziano 109 miliardi di euro per salvare gli istituti di “debito”, Forza Nuova torna in piazza a manifestare contro le banche e l’usura criminale ma anche quella legalizzata. L’appuntamento di Milano è in piazza San Carlo alle ore 15. Sarà un presidio pacifico ma determinato: torneremo a denunciare le responsabilità della finanza internazionale e delle banche nella bancarotta degli Stati Europei, derubati ormai della sovranità nazionale, e nel drammatico peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie. A differenza delle estemporanee proteste divampate nelle ultime settimane - con la strana benedizione del finanziere George Soros e del futuro Presidente della Bce Mario Draghi - Forza Nuova da sempre denuncia l’ingiustificata influenza delle agenzie di rating e lo strapotere del sistema bancario internazionale. Il tutto sulla pelle dei lavoratori e dei ceti sociali più deboli. Lo sradicamento dell’usura e l’azzeramento del debito pubblico non l’abbiamo scoperto ieri come gli indignados ma è uno degli otto punti fondanti di Forza Nuova fin dal 1997. Forza Nuova vuole che siano gli Stati a stampare la moneta e non le banche. Forza Nuova vuole che siano gli Stati a legiferare in materia economica e sociale e non che sia la finanza internazionale a dettare l’agenda della politica. Forza Nuova non vuole pagare il debito pubblico generato dalle speculazioni del sistema bancario. Lo ha fatto l’Islanda, lo può e deve fare anche l’Italia. NOI NON SIAMO IN DEBITO CON NESSUNO



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