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Politica Nazionale

Analisi livelli di assistenza, Giuliano (Ugl Sanità): “Raggiunto punto di non ritorno, il 25% delle risorse spese non ha prodotto servizi per i cittadini”.

Di Redazione ASI 24 Novembre 2020 – 14:16 2 min di lettura

giliano(ASI) Le crepe della sanità italiana sono fotografate impietosamente da una analisi che la Fondazione indipendente Gimbe ha elaborato sugli adempimenti delle Regioni ai livelli essenziali di assistenza tra il 2010 e il 2018. Il risultato parla chiaro: un quarto delle risorse spese in sanità non hanno prodotto alcun servizio per i cittadini.

“I rivoli che si disperdono – commenta il Segretario Nazionale della UGL Sanità Gianluca Giuliano – sono figli di una politica incapace di mettere sotto controllo e ottimizzare i livelli essenziali di assistenza per i cittadini. Emerge dalla analisi di Gimbe che l’adempimento medio delle Regioni per quanto riguarda i LEA si attesta al 75% in totale. Significa non aver garantito servizi per il 25% di quanto stanziato”. Ma c’è un altro dato che è significativo. “La sanità in Italia viaggia a velocità diverse” dice Giuliano. “Sono 11 le regioni – prosegue il Segretario - che superano la soglia di adempimento del 76% dei LEA. A eccezione della Basilicata sono tutte del Centro-Nord confermando anche nella sanità quella spaccatura sociale e economica non degna di una nazione che vuole guardare con fiducia al futuro”. Giuliano poi conclude. “Si parla tanto di sanità, di come rilanciarla e metterla al centro dei futuri progetti della Nazione soltanto perché la pandemia ha evidenziato il depauperamento che ne è stato fatto negli anni passati. Fa male pensare che sia servito un evento così tragico per capire che il punto di non ritorno è stato toccato. Servirà ripartire, per garantire prestazioni di qualità e in egual misura a tutti i cittadini in ogni parte d’Italia, mettendo alla base del nuovo progetto gli operatori. Devono essere tutelati, ricevere trattamenti economici dignitosi, al pari dei loro colleghi europei e formati nella maniera adeguata, prestando la loro opera all’interno di strutture al passo con i tempi. La nuova sfida parte da qui: per dare all’Italia una nuova e finalmente funzionale sanità uguale per tutti”.

Nota della Redazione

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