(ASI) Generale Vecciarelli,  autorità civili e militari, rappresentanti del mondo accademico e dell’industria, frequentatori dei corsi e gentili ospiti, porgo a tutti voi il più caloroso saluto del Governo, delle Forze Armate e mio personale.


Saluto i sottosegretari alla Difesa Angelo Tofalo e Giulio Calvisi e li ringrazio per il sostegno allo svolgimento della incarico soprattutto in questi mesi di emergenza.
Rivolgo innanzitutto un profondo ringraziamento al Presidente del CASD, il Generale Giancotti, al corpo docenti, al quadro permanente e a tutto il personale dell’Istituto per l’impegno e la professionalità con cui, nel corso di quest’anno accademico, che si è svolto in condizioni assolutamente particolari, avete mantenuto gli elevatissimi standard qualitativi del Centro Alti Studi, che costituisce un imprescindibile punto di riferimento per l’Alta Formazione della Difesa.
Saluto gli Ufficiali frequentatori delle varie Forze armate e della Guardia di Finanza, e i frequentatori civili, appartenenti alla Difesa, alle altre amministrazioni, ai settori dell’industria, dell’informazione, dell’università e della società civile in generale, che ci seguono in collegamento.
Rivolgo un saluto particolare agli Ufficiali provenienti dai Paesi alleati ed amici dell’Italia, che concludono oggi il loro percorso formativo presso il CASD, e la cui significativa presenza testimonia il prestigio di cui gode questo Istituto, anche a livello internazionale. 
La cerimonia odierna, che segna la conclusione della 71a Sessione dell’Istituto Alti Studi per la Difesa e del 22° Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze, costituisce anche un’importante occasione di riflessione sul particolare momento che stiamo vivendo.
Come sapete, i recenti accadimenti correlati alla diffusione del COVID-19 hanno cambiato in modo repentino sia le nostre abitudini di vita sia le prospettive globali di sviluppo economico e sociale
L’emergenza ha messo in luce i punti di forza del Paese, quali la rapidità e incisività di azione, unitamente ad un rinnovato e straordinario senso di coesione nazionale, ma anche le nostre potenziali vulnerabilità. Bisogna pertanto aumentare la resilienza della Nazione, cioè la capacità dell’apparato statale di resistere e reagire alle situazioni di crisi, investendo ulteriormente anche nei settori della Sicurezza e della Difesa, attraverso una visione di lungo periodo del Sistema-Paese.
La crisi che stiamo vivendo ha infatti evidenziato il valore aggiunto che la Difesa è in grado di esprimere in questo genere di situazioni, nell’ambito delle quali l’imprevedibilità e l’impatto globale sono così imponenti da richiedere uno sforzo complessivo dell’intera società e la mobilitazione di tutte le strutture dello Stato.
In questo contesto, la Difesa ha saputo operare con rapidità ed efficacia e si è integrata immediatamente e in maniera sinergica con le altre amministrazioni dello Stato.
Le Forze Armate hanno risposto senza risparmio di energie sin dai primi giorni dell’emergenza, con numeri importanti, senso del dovere, capacità diversificate e risorse ingenti, che sono state messe a disposizione nell’ambito di un'ampia operazione di supporto al Servizio Sanitario Nazionale e a tutto il sistema Paese. La Difesa ha inoltre garantito la disponibilità di strutture militari distribuite su tutto il territorio, dedicate all’attività di sorveglianza sanitaria dei cittadini contagiati, e ha messo a disposizione centinaia, tra medici e infermieri militari che voglio ringraziare per il prezioso lavoro svolto, anche da cittadino di uno dei territori più colpiti. Ha fornito un robusto sostegno logistico, ha garantito il controllo del territorio, allestito ospedali da campo, ha effettuato trasporti terrestri e aerei in biocontenimento, in Italia e dall’estero. È stato altresì conseguito, in tempi rapidissimi, l’adeguamento capacitivo del Policlinico Militare del Celio a Roma, realizzando un Covid-hospital che costituisce un importante centro di riferimento per l’emergenza sanitaria nel centro Italia, nel quadro di una rete nazionale di strutture dedicate al contrasto della malattia. La Difesa è inoltre scesa in campo con tutte le sue forze coinvolgendo anche il personale tecnico civile a sostegno dell’industria nazionale, cosa che ha permesso di quadruplicare, in alcune realtà produttive   la produzione di ventilatori polmonari. Non solo, l’industria della Difesa ha riconvertito anche altre realtà produttive per fornire al paese i materiali necessari a combattere la pandemia, come i liquidi disinfettanti realizzati dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, oppure i dispositivi i protezione individuale da uno stabilimento di proprietà della Difesa  per la fabbricazione di spolette, a Torre Annunziata.
Ma se la Difesa è stata in grado di fornire un contributo così rilevante alla gestione dell’emergenza, ciò è stato possibile perché lo Strumento militare è in possesso di capacità uniche, anche in settori cruciali che possono essere di supporto alla società civile.
In altri termini, le indispensabili capacità di cui le Forze Armate devono poter disporre per assolvere i loro compiti primari, cioè la difesa dello Stato e degli interessi nazionali, degli spazi euro-atlantici e il contributo alla pace e alla sicurezza internazionale, si sono confermate essenziali anche per esprimere quella prontezza di intervento e quei livelli di efficienza operativa, che sono decisivi per affrontare ogni tipo di emergenza e quindi anche quella che stiamo sperimentando attualmente.
Permettetemi tuttavia di sottolineare che i compiti primari che ho appena richiamato assumono una rilevanza ancora maggiore, oggi, alla luce dell’attuale emergenza, i cui effetti devono ancora completamente dispiegarsi e che impongono di riservare un’attenzione ancora maggiore alle numerose crisi internazionali in atto.
Lo scenario internazionale non presenta, infatti, alcun tendenziale miglioramento. Al contrario, la pandemia sta ulteriormente aggravando contesti già complessi, sotto il profilo economico e sociale, e rischiamo pertanto di assistere ad un aumento delle minacce e ad una crescente instabilità, che associata alla dinamica demografica e alle condizioni di sottosviluppo che caratterizzano tante aree del cosiddetto “Mediterraneo Allargato”, configurano tutte le premesse per generare e cronicizzare conflitti armati, con inevitabili ricadute anche sulla nostra sicurezza.
Non solo, accanto ai conflitti asimmetrici o a quelli circoscritti localmente, nel quadro di una crescente rivalità geopolitica, assistiamo anche alla ripresa della competizione tra “grandi potenze”.
Il ruolo della Difesa si conferma quindi indispensabile e sarà pertanto fondamentale mantenere un elevato grado di credibilità dello Strumento militare, che dovrà continuare a esprimere un’efficace capacità di deterrenza e di proiezione di stabilità, nelle aree a maggior rischio. La portata delle sfide che caratterizzano l’attuale contesto di riferimento travalica, tuttavia, il raggio d’azione e le capacità dei singoli Paesi. La forte vocazione europea ed euro-atlantica, che rappresenta una priorità nella politica estera del nostro Paese, si riflette quindi coerentemente anche nella politica di Difesa, che vede nella NATO e nell’Unione Europea i pilastri del nostro sistema di alleanze, indispensabile per assicurare al Paese la necessaria cornice di sicurezza a fronte di minacce che, sempre di più, assumeranno nuove e più complesse forme e modalità operative.
L’Alleanza Atlantica rappresenta l’imprescindibile punto di riferimento, in termini di dissuasione, deterrenza e difesa, ma dovrà adeguarsi velocemente alle nuove sfide poste dal mutato contesto strategico, dal progressivo affermarsi di tecnologie sempre più innovative e dall’estensione dei tradizionali domini operativi, anche alle dimensioni cibernetica e spaziale, adottando un approccio realmente a 360°, equilibrato e bilanciato rispetto a tutti i compiti e a ogni tipo di minaccia, da qualunque direzione essa provenga. In particolare, come sapete bene, l’Italia considera il versante meridionale fondamentale e in questo quadrante strategico per i nostri interessi nazionali, auspichiamo un sempre più efficace adattamento della NATO a Sud, che consenta di rafforzare la dimensione della deterrenza e della proiezione di stabilità.
Dovremo inoltre favorire il rafforzamento della cooperazione tra la NATO e l’Unione Europea. La centralità del rapporto transatlantico rimane la nostra “direzione di viaggio” di lungo periodo, nell’ambito della quale occorre tuttavia una maggiore assunzione di responsabilità, da parte dell’Unione Europea, nel campo della difesa e sicurezza. E proprio su questo tema, unitamente alle colleghe francese, tedesco e spagnola, abbiamo recentemente indirizzato una lettera congiunta all’Alto Rappresentante e Vice Presidente della Commissione dell’Unione Europea Borrell e ai Ministri della Difesa dell’Unione Europea, per promuovere il rafforzamento della dimensione della sicurezza e della difesa in ambito Europeo.
È evidente che il delicato scenario di riferimento che ho precedentemente delineato richiede di disporre di uno Strumento militare moderno, versatile ed efficiente, in grado di operare in maniera credibile e sinergica, con gli alleati europei e della NATO, in tutti i contesti di crisi, dagli scenari alle più alte intensità a quelli di stabilizzazione, senza tralasciare le sempre più numerose operazioni di homeland security o i concorsi a supporto della collettività nazionale.
Contestualmente, resta centrale il tema delle risorse necessarie a sostenere l’adeguamento dello Strumento Militare che rappresentano, oltre ad un indispensabile investimento per garantire la nostra sicurezza, anche uno straordinaria leva economica per il Sistema-Paese.
Nel quadro della prossima fase di rilancio economico, che richiederà necessariamente tassi di crescita elevati per recuperare il più rapidamente possibile lo shock subito, le esigenze di adeguamento dello Strumento militare, soprattutto nei settori ad alta tecnologia, potranno infatti costituire un prezioso ruolo di traino, sia in termini occupazionali, oltre che sotto il profilo della ricerca e della sperimentazione.
Occorre perciò valorizzare pienamente l’intero potenziale esprimibile dall’Industria della Difesa, lungo l’intera filiera produttiva nazionale, quale “precursore della ripresa”, poiché gli investimenti in questo settore hanno la capacità di catalizzare importanti volumi finanziari a favore di Ricerca e Sviluppo ed azionare progetti ad elevato contenuto tecnologico con importanti ricadute, già nel breve periodo, in termini di fatturato industriale e di alimentazione di una fitta rete di piccole e medie imprese, diffuse su tutto il nostro territorio.
È pertanto necessario ricercare la massima sinergia con il comparto industriale nazionale, conciliando al meglio e da subito le esigenze di rinnovamento delle linee operative delle Forze Armate anche con le necessità complessive dell’Industria, conferendo priorità a quelle con maggiori effetti positivi sull’economia nazionale e dando continuità all’azione di rilancio della Strategia Industriale e Tecnologica della Difesa.
Occorre, pertanto, affrontare il dibattito pubblico già avviato senza ipocrisie sul ruolo che vogliamo assegnare alle Forze armate, per garantirne specificità di compiti e funzioni.  Pertanto credo sia necessario, innanzitutto per noi, ascoltare e discutere, costruire alleanze, per far crescere una maggiore consapevolezza del ruolo della Difesa nazionale, soprattutto in un mondo in rapido cambiamento e alla ricerca di nuovi o più assestati equilibri, con minacce inedite e sempre più complesse.
E il Centro Alti Studi per la Difesa, e Voi frequentatori, dovrà e dovrete necessariamente essere tra i principali protagonisti di questo sforzo per promuovere una "cultura della difesa", coerente con gli obiettivi che ci poniamo, con il ruolo che vogliamo giocare a livello internazionale e il rango cui il Paese aspira.
Penso che partire da questa riflessione sia importante per impostare le basi per la ripresa del Paese, che dipende anche da Voi, dal vostro spirito di servizio e dalla capacità che dimostrerete di saper mettere a frutto le competenze che avete acquisito, presso questo Centro.
Congratulazioni per il conseguimento di questo prestigioso risultato e
auguri a tutti per il vostro futuro. Grazie.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Sicurezza: Lega, Crosetto ha recepito nostre istanze, avanti con Strade Sicure

(ASI) Roma - "Siamo molto soddisfatti che il Ministro Crosetto abbia ascoltato le richieste della Lega. Scongiurata quindi la diminuzione progressiva dei militari a presidio di stazioni e piazze delle ...

La Democrazia Cristiana di Modena è provincia esprime solidarietà e vicinanza alla Lega per il gesto intimidatorio subito a Modena

(ASI) La Democrazia Cristiana della provincia di Modena esprime vicinanza e solidarietà alla Lega di Modena che ha visto imbrattare la propria sede da soggetti quantomeno vigliacchi e senza scrupoli.

Utero in affitto. Pro Vita Famiglia: bene impegno Santa Sede e ministro Roccella per favorire rete globale tra gli Stati.

(ASI) «L'incontro di oggi all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede ha segnato un passaggio inedito sul piano diplomatico: l'impegno espresso dalla Santa Sede a favorire la costruzione di una rete ...

Sociale, al via la trasmissione Tv “Diritti in Diretta- Labor”: al servizio del cittadino

(ASI) Al via la nuova trasmissione televisiva “Diritti in Diretta – Labor”, un progetto di informazione e servizio pubblico pensato per avvicinare i cittadini ai propri diritti e agli strumenti di ...

Argentina, sotto Milei aumentata la repressione

(ASI) Da quando l’ultraliberista ed atlantico Javier Milei è diventato presidente dell’Argentina nel paese indiolatino è aumentata la repressione.

U-Space, il nuovo diritto dello spazio aereo: quando i droni cambiano il volto dell’amministrazione.

(ASI) Quando si parla di droni, il dibattito pubblico tende a concentrarsi su sicurezza, incidenti e responsabilità civile. Molto meno spazio viene riservato a una trasformazione più silenziosa ma ...

Nota dell’Ambasciata dell’Iran a Roma sulle recenti manifestazioni: “Distinguere tra proteste pacifiche e atti di violenza”

(ASIi Riceviamo e Pubblichiamo - "Il 28 dicembre 2025 (7 Dey 1404), a seguito dell’attuazione di alcune necessarie riforme economiche, delle fluttuazioni del tasso di cambio e dell’insorgere di preoccupazioni nell’ambito ...

Caregiver familiari, dopo decenni l’Italia avvia la prima legge organica: cosa prevede il testo

(ASI) - Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che definisce per la prima volta in modo organico il ruolo del caregiver familiare, ...

Instabilità politica in Bulgaria: verso l’ottava elezione in quattro anni

(ASI) La più grande forza politica bulgara, rappresentata dalla coalizione di centro-destra GERB-SDS, ha rifiutato il mandato per formare un nuovo governo bulgaro, portando di fatto il Paese verso nuove ...

Nonostante le resistenze nazionali, l’UE avanza verso l’intesa con il Mercosur

(ASI) Nonostante l’opposizione di alcuni Stati membri dell’Unione Europea e di settori economici all’interno del mercato unico europeo, l’Unione Europea (UE) e il Mercosur, il blocco ...