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Politica Nazionale

Luca Campisi (Pdf): “Ancora un’altra ingiustizia alle scuole paritarie “

Di Redazione ASI 19 Giugno 2020 – 08:56 2 min di lettura

(ASI) Dal ministero dell’Istruzione arriva la notizia che i 29 milioni di risorse europee per istituire smart class alle superiori (tramite l’acquisto di computer, tablet, proiettori, webcam e scanner, ma anche sofware e licenze per piattaforme di e-learning e monitor touch screen), sono destinati esclusivamente alle scuole statali.

Luca Campisi Portavoce del Popolo della Famiglia di Riccione in una nota spiega che il ministero ha risposto che, trattandosi di “risorse Fesr e non Fse”, la Commissione ha espresso difficoltà in merito alle paritarie e con una successiva nota interpretativa ha espresso alcune perplessità rispetto a finanziamenti che costituiscono investimenti per beni durabili.  Ma proprio per superare queste difficoltà, l’8 febbraio 2018, dopo un lavoro di un anno e mezzo tra il nostro governo e le istituzioni europee, è stato modificato l’Accordo di partenariato tra la Commissione europea e l’Italia per la politica di coesione. L’accordo prevede che il Il Fse e il Fesr interverranno nel sistema nazionale di istruzione. Che, per la legge 62 del 2000, è composto sia dalla scuole statali che dalle paritarie ed entrambe svolgono un servizio pubblico. Quindi, non è l’Europa che dice agli Stati come usare queste risorse, ma sono i singoli governi a decidere. E quello italiano ha deciso di discriminare, ancora una volta, le scuole paritarie. Dopo il web pressing di lunedì, parlamentari di tutti i partiti si sono presentati in piazza, per confermare l’impegno ad aumentare i 150 milioni per le paritarie, previsti dal decreto Rilancio. Una somma che, però, non è sufficiente ad evitare la chiusura, a settembre, del 30% degli istituti (soprattutto nidi e materne), con il conseguente passaggio di 300mila alunni alle statali, per una spesa di almeno 2,4 miliardi di euro. Servono - conclude Campisi - risposte concrete affinché, a settembre, tutte le scuole paritarie possano continuare a svolgere l’importante servizio per il Paese.

Nota della Redazione

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