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Politica Nazionale

Coronavirus. La Ugl di Catania chiede maggiore impegno per il rispetto delle misure di prevenzione negli ospedali e negli uffici pubblici.

Di Redazione ASI 4 Marzo 2020 – 15:47 2 min di lettura

uglct copy(ASI) Catania - “Ci vuole maggiore impegno, più vigilanza e controllo, in materia di rispetto delle misure di prevenzione che sono state impartite in queste settimane dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Salute e dalla Regione siciliana, al fine di evitare l’espandersi dell’epidemia “Coronavirus.

“Meno allarmismo, ma più attenzione e vigilanza evitano altri casi”

uglct copy(ASI) Catania - “Ci vuole maggiore impegno, più vigilanza e controllo, in materia di rispetto delle misure di prevenzione che sono state impartite in queste settimane dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Salute e dalla Regione siciliana, al fine di evitare l’espandersi dell’epidemia “Coronavirus. ” E’ l’appello che, ancora una volta, lancia la Ugl di Catania attraverso il segretario territoriale Giovanni Musumeci ed i due segretari provinciali delle federazioni del comparto salute, Carmelo Urzì per la sanità e Aurelio Guglielmino per i medici. “Lo abbiamo ribadito ieri al presidente della Regione, al tavolo tecnico a cui ha partecipato il nostro segretario regionale Giuseppe Messina, ma dalla nostra città anche oggi vogliamo rinnovare un accorato invito ad elevare i livelli di azione preventiva, poiché sia negli ospedali che negli uffici pubblici le norme elementari vengono purtroppo disattese. E’ assurdo assistere a sale d’attesa, sportelli al pubblico, punti di raccolta dell’utenza, dove non solo non vi sono i dispender per la distribuzione di soluzioni per il lavaggio delle mani e non sono esposte ben in vista ed in modo ripetitivo le informazioni di base rilasciate dal Ministero, bensì possiamo trovare normalmente assembramenti di persone con la sistematica elusione del mantenimento della necessaria “distanza sociale” o operatori (sanitari e non, anche afferenti alle ditte che svolgono i servizi ospedalieri in appalto) che lamentano di non essere stati dotati dei dispositivi di protezione individuali – evidenziano Musumeci, Urzì e Guglielmino. Ci risulta, infatti, che ad alcuni operatori del 118, dalla propria centrale non è stata comunicata la gravità di un potenziale caso e si sono ritrovati ad operare con pochi strumenti di protezione a disposizione, così come non tolleriamo la carenza di controlli nei porti e negli aeroporti. In più crediamo sia giunto il momento di iniziare a pensare seriamente all’avvio del cosiddetto “Smart working”. Ovviamente ci sono realtà che hanno già cercato di adeguarsi e rispettare i dettami però è chiaro, a nostro avviso, che bisogna fare di più per scongiurare ulteriori casi e salvaguardare la tenuta del sistema sanitario locale. Ciò che auspichiamo – concludono – la presa di posizione e la collaborazione più totale da parte di tutti, nel creare una coltre di attenzione ancor più incisiva e scrupolosa. Questo per noi, come Ugl, non significa allarmismo perché, al contrario, è l’unico strumento oggi a nostra disposizione per non cadere nel baratro.”

Nota della Redazione

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