“Il programma del centrosinistra tra dimenticanze socialmente preoccupanti e presenze politicamente e costituzionalmente inquietanti”

(ASI) –Perugia – Con l’apertura a Perugia, in via Enzo Paolo Tiberi 8, dell’ufficio elettorale di Paola Fioroni, candidata nelle liste della Lega alle prossime elezioni regionali dell'Umbria, nasce anche il ‘Punto di Ascolto: Ci Siamo’, nell’ottica di eliminare la distanza dei cittadini dell’Umbria dalla politica e dalla cosa pubblica, ascoltarli, raccogliere le loro idee ma anche le loro lamentele. “Il ‘Punto di Ascolto: Ci Siamo’ – spiega la candidata Paola Fioroni - trova il suo fondamento in una visione della politica che non sia di palazzo e che si avvicini alle persone. Guardandosi negli occhi credo sia più facile ascoltare e superare le barriere: accessibilità deve essere la parola d’ordine". “Il Punto di Ascolto – prosegue Paola Fioroni - è un progetto che continuerà anche dopo la chiusura della campagna elettorale, anche attraverso interventi necessari per adeguare gli spazi alla realizzazione di un progetto più ampio di sensibilizzazione delle politiche sociali della nostra regione che coinvolgerà anche associazioni culturali esistenti, sempre nel solco della condivisione e del confronto volto alla formulazione di proposte efficaci. Il welfare dell’accesso, quale driver del mio programma politico, mette al centro il cittadino e la dimensione dell’ascolto dei bisogni di cui il cittadino è portatore. Nei miei 15 anni di esperienza nel volontariato, ma soprattutto in queste settimane di campagna elettorale ho incontrato tantissimi umbri vulnerabili, persone in difficoltà, che si sentono inermi di fronte al muro della burocratizzazione, delusi dalle politiche regionali. Una frattura sociopolitica tra il centrosinistra ed il proprio elettorato di riferimento che trasuda anche dalla lettura dei dieci punti programmatici anticipati in questi giorni dal candidato Vincenzo Bianconi, che prende vita tra dimenticanze socialmente preoccupanti, nessuna menzione a politiche sociali e presenze politicamente e costituzionalmente inquietanti quali la sicurezza: da una parte un fragoroso silenzio di fronte alle richieste delle 50mila famiglie umbre in stato di povertà che non potrà che tramutarsi nel clamore degli umbri chiamati al voto, dall’altro un dissonante tentativo di strizzare l’occhio al centrodestra inserendo temi di sicurezza”.

“La presunta svolta civica della coalizione rosso-gialla, il cui partito di riferimento rimane il PD anche se si cerca di non ricordarlo agli elettori umbri – evidenzia Paola Fioroni – con la presenza di una proposta volta all’incremento della sicurezza ad esempio, sta partorendo un elemento certamente spurio ed eccentrico rispetto ai partiti che la sostengono, laddove non si può dimenticare quale sia la forza politica ispiratrice delle norme a tutela della sicurezza in questo paese ovvero il partito a cui appartengo e che rappresento alle prossime elezioni regionali; tutto questo conferma che intorno alla candidatura di Bianconi sta definitivamente prendendo forma l’attuale dinamica distorsiva di un’alleanza politica innaturale che è destinata ad implodere il prossimo 27 ottobre, con programmi politici confusionari per il proprio elettorato di riferimento”.

“L’agenda della sicurezza è peraltro costituzionalmente di competenza regionale solo in via residuale – conclude Fioroni –. Le amministrazioni locali possono e devono intervenire per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi, come stanno facendo quelle virtuose a trazione leghista, avvalendosi ad esempio delle cosiddette ronde o sentinelle di quartiere. Appartengono alla competenza legislativa regionale, invece, il complesso delle attività destinate a combattere l’emarginazione dell’individuo nel tessuto sociale: il programma della candidata Presidente Tesei, nella parte delle politiche sociali grazie al contributo della Lega in una logica di vero welfare comunitario, conterrà misure volte al contrasto del disagio sociale e dell’emarginazione nell’ottica di riduzione della criminalità con incremento conseguenziale della sicurezza”.
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