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Politica Nazionale

Sea Watch, M5S: Su riforma regolamento di Dublino troppe fake news, grazie a nostro impegno accesi i riflettori

Di Redazione ASI 30 Giugno 2019 – 14:03 2 min di lettura

(ASI) “Sulla riforma del regolamento di Dublino, discussa e poi votata dal Parlamento europeo, circolano troppe fake news come dimostrano le inesatte parole di Fabio Sabatini, professore associato di Politica Economica all'Università La Sapienza di Roma, intervistato oggi da La Repubblica.

Sabatini sostiene che il M5S ha disertato tutte le riunioni del Parlamento europeo in cui si è discussa la riforma, e invece l’europarlamentare Laura Ferrara, tra l’altro relatrice ombra del provvedimento, è stata sempre presente a tutte le 22 riunioni dei relatori. Stupisce, e non poco, che queste gravi inesattezze provengano addirittura da un docente universitario. È invece grazie al nostro impegno che si sono accesi i riflettori su questo regolamento suicida per il nostro Paese, firmato per la prima volta dal governo Berlusconi nel 2003 e confermato dal governo Letta nel 2013. Al Parlamento europeo nel 2017 siamo stati gli unici a difendere gli interessi dell’Italia votando contro una riforma monca e non risolutoria perché non modificava il principio della responsabilità del Paese di primo ingresso, inseriva filtri che appesantivano la procedura, lasciava al Paese di prima accoglienza la gestione dei migranti economici che sono la stragrande maggioranza di quelli che arrivano”, così in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

“Su Dublino chiedevamo un cambio radicale e invece la montagna ha partorito un topolino. Abbiamo lottato al Parlamento europeo per una riforma che ricalcasse il sogno dei padri fondatori dell’Unione, ovvero quello della solidarietà condivisa e dell’equa ripartizione delle responsabilità tra Stati Membri, sancito anche dall’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’UE. A differenza di altri siamo stati sempre presenti a tutte le riunioni, le nostre proposte sono state discusse, analizzate, votate e in parte non accolte. Coerentemente con la nostra posizione abbiamo votato contro sia in Commissione sia in aula. Noi abbiamo le idee chiare su come gestire il fenomeno migratorio e su come superare questa eterna emergenza che si ripete ogni estate. Oggi la riforma è in un binario morto in sede di Consiglio. Perché? Perché i vari Paesi europei sono bravi a fare la morale a parole ma nei fatti non vogliono responsabilità, non vogliono cambiare le cose, non vogliono prendere azioni concrete per mettere la parola fine una volta per tutte al disumano fenomeno dei barconi e degli scafisti”, conclude la nota.

Nota della Redazione

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