(ASI) "La relatrice, dopo aver risolto il problema del quorum, ha oggi presentato al Comitato dei 9 una serie di emendamenti che obiettivamente riscrivono il testo sugli ulteriori due macro problemi che restavano, di fatto giungendo ad un testo profondamente diverso dal precedente.
Ci sono ancora serie criticità, ma bisogna ammettere che c’è salto un profondo salto di qualità che tiene conto in modo consistente delle obiezioni delle opposizioni.
In primo luogo si rompe l’automatismo che, salva rinuncia dei promotori, partiva dalla presentazione della proposta popolare al voto degli elettori, per di più con un contorto sistema con tre quesiti per scegliere tra proposta popolare, controprogetto parlamentare e status quo.
Ora invece il meccanismo diventa analogo a quello del referendum abrogativo.
Se il Parlamento approva un testo con modifiche non meramente formali c’è un unico quesito sul testo popolare, ma così è di fatto il Parlamento a decidere che si voti in alternativa. Se vince il testo popolare passa quello, altrimenti entra in vigore il testo parlamentare.
La soluzione risolve il noccio del problema ma è comunque migliorabile in due direzioni:
a) si può espandere il criterio che consente di superare il referendum, da quello restrittivo (“modifiche non meramente formali”) a quello più ampio che si usa sugli abrogativi per trasferire il quesito sulle nuove norme parlamentari (modifica dei principi ispiratori e dei contenuti normativi essenziali).
b) Va fatto un rinvio esplicito alla legge di attuazione per rendere esplicito ciò che è implicito, ossia che un organo terzo, la Cassazione (come per gli abrogativi) valuti quando le modifiche siano tali da superare il referendum. Va bene non costituzionalizzarlo direttamente, ma ci deve essere un rinvio esplicito come contenuto necessario della legge attuativa.
Come corollario non secondario la relatrice ha accolto altresì il principio da regolare nella legge istitutiva di mettere un tetto massimo di proposte popolari presentabili.
In secondo luogo si stabilisce che il controllo preventivo della Corte costituzionale, superate le 200 mila firme avvenga assumendo come parametro l’intera Costituzione e non più solo principi e diritti fondamentali: questo risolve sia il problema del rispetto dei vincoli europei sia quello delle competenze regionali. Resta aperto il problema dell’introduzione tra i limiti di ammissibilità delle leggi penali e di quelle di spesa, anche se esso è parzialmente attutito da questo controllo preventivo perché le leggi di spesa subiscono anche tutti i limiti dell’art. 81 e quelle penali i vincoli derivanti da varie norme costituzionali e più in generale dal principio di ragionevolezza.
Anche qui, comunque, si può certo migliorare, cercando di escludere del tutto sia le leggi di spesa sia la materia penale". Lo dichiara in una nota Ceccanti parlamntare del PD.