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Politica Nazionale

Infermieri e OSS, confusione su ruoli e demansionamenti, soprattutto negli ospedali del Sud Italia. Il deputato Pignatone(M5S) interroga il Ministro della Salute e porta il caso alla Camera

Di Redazione ASI 27 Novembre 2018 – 10:17 2 min di lettura

pignatone(ASI) Roma – “Bisogna urgentemente fare chiarezza rispetto ai compiti professionali che devono essere svolti dagli infermieri da una parte, e dagli OSS dall’altra. Ci troviamo con organici inferiori a quelli previsti per legge e reparti in cui sono carenti, in tutto o in parte, le figure degli Operatori Socio Sanitari, i cui compiti vengono più o meno esplicitamente demandati agli infermieri che, conseguentemente, vengono demansionati.

Questo accade soprattutto nei presidi ospedalieri del Sud Italia”. Così, il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone che in questi anni si era già occupato della questione nel suo lavoro da avvocato e che adesso interroga il Ministro della Salute Giulia Grillo, portando il caso direttamente alla Camera, con la valenza di chiarire ulteriormente le due figure professionali.

“Se da una parte, grazie alla legge n. 251 del 2000, - dice Pignatone - si è assistito all’apertura delle classi universitarie per il conseguimento della laurea in Infermieristica, rafforzandone il concetto di professione intellettuale; dall’altra, attraverso l'Accordo Conferenza Stato Regioni del 2001, si delinea, quale professione deputata allo svolgimento delle mansioni igienico-alberghiere, la figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS)”.

“È chiaro, dunque, - continua il deputato alla Camera –che ad oggi, le due figure, almeno da un punto di vista normativo, risultano ben delineate e distinte, offrendo un differente tipo di assistenza all’utenza ospedaliera. Quello che serve, invece, è un cambiamento culturale. Si riscontra, infatti, come in alcuni presidi ospedalieri, a causa di una erronea interpretazione normativa, gli infermieri si trovino a dover svolgere le mansioni igienico alberghiere”.

Infine, si osserva che in questi ultimi anni sono in crescita i corsi professionali per acquisire la qualifica di OSS, con la conseguente formazione di tanti giovani professionisti sanitari che però, a causa dei blocchi all’assunzione nei presidi ospedalieri, non trovano lavoro, col rischio di una lunga disoccupazione.

“Il tutto, – conclude il deputato 5 Stelle – si traduce troppo spesso in una non adeguata assistenza al paziente. Come se non bastasse, molti infermieri, al fine di chiarire i compiti tipici della propria attività lavorativa, stanno avviando delle azioni giudiziali che comportano condanne di cui rispondono, anche economicamente, le Aziende sanitarie, con aggravio di spese per lo Stato. Dobbiamo fermare, una volta per tutte, questo errore interpretativo e fare luce, prima possibile, in un settore così delicato”.

Nota della Redazione

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