(ASI) "«Sono un povero orfano che non sa da quale parte stare. Anzi, so da che parte stare: dalla parte della vita che è anche la parte della ragione”. Le parole di Alessandro Priorelli rilasciate qualche giorno fa in una intervista, dimostrano lo smarrimento e le perplessità dei cattolici che non riescono più a riconoscersi nei loro partiti di elezione, soprattutto quando portano avanti battaglie contro la vita.

A Verona ha fatto scalpore la posizione della capogruppo del PD Padovani, con la coraggiosa scelta di coscienza di votare la mozione leghista, volutamente descritta contro l’aborto, a favore della vita umana.

Per noi Verona è da considerare fra le capofila delle città pro-life, un comportamento esemplare, tanto da chiedere esplicitamente a tutti i Comuni, ma soprattutto ai Comuni di Deruta, Todi e Terni, realtà molto sensibili a certe tematiche e dove il Popolo della Famiglia ha partecipato in coalizione alle elezioni, che si allineino in modo ufficiale a tale posizione.

Con l’addio di Priorelli un altro pezzo di un già fatiscente Partito Democratico si stacca, a rimarcare che quando la politica favorisce il proliferare di politiche abortiste e di ostacolo alla maternità, quando con la pretesa di tutelare i diritti della donna, ci si oppone al primario diritto alla vita di ogni persona, ci si condanna ad un inesorabile declino. Priorelli, quando aggiunge «… vedevo e vedo tuttora la disumanità al potere», è la conferma che in politica, come nella vita, con tali posizioni, anche il potere più arrogante e prepotente è destinato a fallire.

La perplessità di Alessandro Priorelli ed il coraggio di Carla Padovani confermano che niente e nessuno a sinistra sono in grado di realizzare la voglia di giustizia che dovrebbe accompagnare sempre un cattolico, soprattutto quando è affascinato dalla politica. La situazione, pur con la buona iniziativa di Verona, in parlamento è tutt’altro che rosea, nessun partito, tra quelli rappresentati in Parlamento, ha ontologicamente e costituzionalmente le carte in regola per richiamare a sé i cattolici, o coloro che, per coscienza semplice e raziocinio, vogliono promuovere politiche a favore della vita.

I cattolici in politica non possono accontentarsi di rosai agitati e proclami di propaganda per catturare voti. È evidente ormai che è ancora più necessario mostrare quali sono gli elementi fondanti della nostra identità politica ben radicata nella Dottrina sociale della Chiesa. E’ la premessa fondamentale per riconoscere che quell’automezzo che doveva rivelarsi sicuro, sbanda pericolosamente da molti anni. Meglio non sparare alla Croce Rossa, ma in molti lo stanno facendo alla persona ed alla coscienza della Padovani". E' quanto dichiara in una nota il Popolo della Famiglia – Umbria.

Ufficio Stampa del Popolo della Famiglia – Umbria.

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