(ASI) L’emergenza, seguita al crollo del ponte Morandi di Genova, continua a rimanere al centro della politica estiva.

 Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha definito, in un’intervista pubblicata oggi su un quotidiano italiano, “ben modesta” l’offerta di 500 milioni di euro, stanziati da Atlantia, per la ricostruzione del viadotto che ha ceduto lo scorso 14 agosto e per il risarcimento delle persone coinvolte nella sciagura. L’inquilino di palazzo Chigi ha invitato quindi la società a quadruplicare, o a quintuplicare, tale cifra a causa degli ingenti danni arrecati una settimana fa. Il professore ha ammesso poi la necessità di trovare “un’alternativa a cattive privatizzazioni e a un sistema concessionario mai realizzato”. C’è chi parla esplicitamente tuttavia, come il vicepremier Matteo Salvini, della possibilità di nazionalizzare la rete autostradale del nostro paese. L’ipotesi in questione è stata respinta però, questa mattina durante un intervento in qualità di ospite ad una trasmissione radiofonica, dal presidente della Regione Liguria che ha bollato l’idea come non convincente, definendola una “nostalgia da Prima Repubblica”. Ha espresso la certezza dell’ottimo lavoro, che la magistratura sta svolgendo, volto ad identificare i responsabili e ad accertare le cause della tragedia. “A me interessa – ha aggiunto Giovanni Toti – che non si combattano delle guerre ideologiche propagandistiche sulla pelle” dei cittadini poiché “hanno sofferto molto”. L’invito non sembra essere stato accolto dai partiti. Il Movimento Cinquestelle ha accusato, mediante il proprio blog, Forza Italia e Pd di essersi schierati con Benetton, costruendo “un sistema insano di favori alle concessionarie”, arricchendole e danneggiando la “manutenzione delle nostre infrastrutture”. E’ stata immediata la replica del senatore Matteo Renzi. “Lo squallido Di Maio ci infama, ma i soldi di Autostrade li ha presi la Lega e non noi. Conte era il legale dei concessionari”, ha accusato l’ex rottamatore della sinistra. Anche Anna Maria Bernini, capogruppo forzista al Senato, ha respinto le accuse dei grillini, evidenziando che la realtà di Luigi Di Maio prende, per coprire le proprie responsabilità attuali, “Forza Italia come falso bersaglio”.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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