(ASI)La strage avvenuta il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna  rappresenta una delle pagine più tristi ed oscure della storia italiana. E' stato un atto terroristico che ha visto 85 vittime e 200 feriti.  Un piano stragistico mirato all'interno della strategia della tensione fra i più sanguinosi fra quelli realizzati nel nostro Paese.

Molte, dopo 38 anni da quell'evento drammatico,  ancora, restano le zone d'ombra. Una verità sui veri mandanti, sui colpevoli, ancora tutta da scoprire?

A distanza di tanto tempo occorre fare luce e capire, una volta per tutte, il perché siano avvenuti tanti depistaggi ed inquinamenti delle prove. Misteri e segreti su questa triste  e terribile vicenda ancora tutti da svelare. Dubbi, incertezze, situazioni poco chiare,coinvolgimento di apparati nazionali ed internazionali si intrecciano ed  alimentano tanti scenari, tante verità diverse. Il tutto ha fatto diventare questa immane tragedia una ferita, al momento,  aperta e provocare ancora grossi dolori a coloro i quali hanno subito gli effetti negativi di questo vile attentato. Il tutto ha finito per dividere l'opinione pubblica sulle dinamiche, le finalità e la matrice della strage. 

Lo dimostrano  le molte polemiche scatenate dalla sinistra parlamentare a seguito dell'intervento della deputata di Fratelli d'Italia Paola Frassinetti che sulla questione ha tra l'altro affermato: "Bignorebbe avere il coraggio di dire che nonostante lunghissimi iter processuali  la verità non si è ancora affermata e che i veri colpevoli non sono stati ancora condannati. Bisognerebbe avere il coraggio di dire che i giudici a Bologna sono stati sempre sati prigionieri di logiche-ideologiche-giudiziarie con lo scopo non ricercare la verità, ma di riuscire a tutti i costi ad arrivare  alla conclusione che la matrice fosse nera per ragioni di Stato. Bisognerebbe avere lo stesso coraggio che ha avuto  il Presidente Cossiga  quando nel 1991 ebbe l'onestà di ammettere che lsi era sbagliato che la strage non era addebitabbile aa ambiebnti della estrema destra, chiedendo anche scusa. Bisognerebbe avere lo stresso coraggio che hanno avuto tanti esponenti di sinistra che hanno firmato appelli, scritto articoli, aderito a comitati, affermando che i veri colpevoli non erano stati ancora trovati. Invece a livello giusiziario è stato un continuo districarsi fra prove inquinate seguendo piste false e testimoni poco credibili..." (l'intervento integrale della deputata Paola Frassinetti lo trovate ne seguente video https://www.facebook.com/paola.frassinetti/videos/10217364230361839/ ).

Inoltre, sulla questione è voluto intervenire con una nota anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore.  "Altro che zone d'ombra da illuminare, come dice Mattarella, ci vorrebbe un nuovo sole. Quasi quarant’anni sono passati da quel 2 agosto e, come avviene anche per le altre stragi italiane, i depistaggi si sovrappongono ad altri depistaggi. È il caso di quella falsa pista palestinese che pare ormai avere ottenuto il ruolo ufficiale dell’unica teoria alternativa a quella espressa da una sentenza definitiva che nessuno ormai considera seriamente. È invece la pista dei contatti reali e non teorici quella da seguire, dell’agire in Italia di vari servizi segreti stranieri e di loro utili collaboratori, è la pista mai davvero considerata. I contatti tra Mossad e P2, ad esempio, sono confermati e non ipotetici, come sono invece quelli tra la stessa P2 e i palestinesi. Il colonello del Mossad Victor Ostrovsky partecipò personalmente, agli inizi di quel 1980, ad un trasporto di armi in Italia effettuato dai servizi israeliani con il supporto della P2. 
Le infiltrazioni della Cia di Kissinger e del Mossad nelle Brigate Rosse furono certificate inoltre dall’ex ministro DC Galloni, vice di Aldo Moro, morto ad aprile di quest’anno, e l’azione degli stessi servizi stranieri in Italia lo fu da un altro ex ministro, quel Rino Formica del PSI membro di due importanti commissioni parlamentari, fra il 1983 e il 1987, quelle sulla loggia massonica P2 e sui servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato. 
Sono gli anni della grande destabilizzazione organizzata ai danni dell’Italia, che porterà alla fondazione della seconda repubblica, con la rapina delle industrie di Stato e l’attacco alla Lira realizzato da Soros, ma siamo ancora qui a parlare di fascisti e palestinesi con una P2 mai inquadrata nel contesto delle sue storiche relazioni e con gravi altre dimenticanze, come quelle relative alla presenza certa a Bologna, quel 2 agosto, dei due terroristi R.A.F. legati alla Stasi, Thomas Kram, esperto di esplosivi, e Margot Christa Frohlich.
E le vittime rimangono senza giustizia, così come quei giovani nazional-rivoluzionari di allora scelti come capri espiatori". Conclude la nota il segretario nazionale di Forza Nuova,Roberto Fiore.

 

 

 

 

 

 

*Foto di Roberto Fiore di repertorio

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