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Politica Nazionale

Borsellino, Forza Nuova: "Isolato dalla Magistratura, ammazzato dallo stato-mafia. Onore a Paolo Borsellino".

Di Redazione ASI 19 Luglio 2018 – 10:57 2 min di lettura

onoreborsellino(ASI) “Sosteniamo da tempo quanto, dopo 26 anni di depistaggi istituzionali, emerge in parte ormai anche dalla sentenza più recente e dalle coraggiose domande senza risposta di Fiammetta Borsellino: la strage di via D’Amelio fu il frutto di un disegno e di mezzi ben più ampi di quelli di cui poteva disporre la sola cosa nostra.

 

Striscioni di Forza Nuova a Palermo, Catania e Barrafranca

(onoreborsellinoASI) “Sosteniamo da tempo quanto, dopo 26 anni di depistaggi istituzionali, emerge in parte ormai anche dalla sentenza più recente e dalle coraggiose domande senza risposta di Fiammetta Borsellino: la strage di via D’Amelio fu il frutto di un disegno e di mezzi ben più ampi di quelli di cui poteva disporre la sola cosa nostra e l’isolamento degli “amici” magistrati fu determinante”, spiega così i motivi della decisa azione di denuncia del suo movimento il coordinatore regionale di Forza Nuova, Giuseppe Bonanno Conti.

 

“La parola chiave, come per le altre stragi italiane, è DESTABILIZZAZIONE – precisa Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale del movimento – e nella realizzazione di questa complessa strategia, spesso mirante ad una solo apparentemente antitetica stabilizzazione, il braccio armato di cosa nostra ebbe certamente più da perdere che da guadagnare, in termini di libertà di movimento e tradizionale agibilità sul territorio”.

“Non crediamo all’ipotesi della cosiddetta ‘trattativa’ – prosegue Bonanno Conti – che per noi ha tutto il sapore dell’ennesimo, ancor più clamoroso depistaggio. Troppi magistrati e politicanti hanno costruito le proprie carriere su un’antimafia di professione che nulla ha ottenuto sul terreno della verità perché nulla doveva ottenere; il rapporto Stato-mafia è storico e non occasionale, le trame risalgono almeno al 1943, e si è troppo rapidamente abbandonata la pista degli appalti su cui indagava Paolo Borsellino”.

“Il dogma investigativo che vorrebbe cosa nostra indipendente e libera da ogni superiore condizionamento ha di fatto contribuito ad insabbiare la verità anche sull’urgente strage di via D’Amelio. Le procure di Palermo e Caltanissetta, i vari magistrati star, gli Ingroia, i Caselli, i Di Matteo sono stati e sono funzionali a questo gioco. La mafia, però, deve sottostare a massoneria, servizi segreti e poteri dello Stato, senza i quali non esisterebbe e a cui nulla può rifiutare.
Gli uomini di cosa nostra sono servi di un sistema a cui i veri eroi dell’antimafia erano estranei, per questo non morirono nel proprio letto, come invece è capitato e capiterà ad altri personaggi, spesso in prima fila nelle varie, ipocrite commemorazioni. Aspettiamo di leggere – conclude la nota di F.N,, Provenzale - le risposte che chi è stato chiamato in causa darà alle domande di Fiammetta Borsellino”.

Nota della Redazione

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