Per 'Speciale Elezioni' Agenzia Stampa Italia, abbiamo intervistato Pietro Ricca, rappresentante politico di DESTRE UNITE - FORCONI.

 

 

 

 

 

 

 

 

01) Quando nasce e perché nasce Destre Unite - Forconi? Quali sono le realtà di destra che ne fanno parte?
Destre Unite nasce nel 2014 a Torino per iniziativa del Presidente Massimiliano Panero, l’alleanza con i forconi nasce invece nell’ambito di questa tornata elettorale.


02) Politicamente a chi si ispira e soprattutto quali obiettivi politici si prefigge in queste elezioni?
Ci collochiamo evidentemente a destra con l’obbiettivo politico di far collaborare tutte le componenti di destra senza costringerle a confluire. Il nostro partito prevede da statuto la doppia tessera che consente di mantenere la propria militanza ma che auspica una collaborazione prima a destra e poi eventualmente con il centro.


03) In quante regioni siete presenti ed a quale elettorato vi rivolgete?
Ci siamo presentati in tutte le regioni ma in molte ci hanno respinto il diritto all’esenzione avendo un parlamentare europeo nel partito AEMN a Bruxelles, ci sono in atti i ricorsi perchè a sinistra questo meccanismo lo utilizzarono ed è ora illegale non dare gli stessi diritti alla rappresentanza europea ed a quella italiana.


04) Quali le differenze con FDI del centrodestra e con la destra radicale rappresentata da Italiani agli Italiani e CasaPound?
La vera grande differenza è che FDI pensa a fagocitare la destra regalandone i voti ad altri per pura interesse di partito e dei suoi dirigenti mentre Casa Pound ed altri non hanno ancora imparato a collaborare. Noi siamo disponibili a collaborare con tutti ed auspichiamo una federazione della destra senza necessariamente lo scioglimento di nessuno.

05) La politica ha inizio quando si identifica l'avversario principale. Chi è per voi l'avversario principale?
Gli avversari principali sono l’incapacità, la speculazione, la corruzione, la mancanza di rispetto per la dignità del cittadino e dell’impresa.


06) Quali sono punti principali del vostro programma?
1. Revisione della struttura delle Camere con la riduzione della Camera dei deputati a 120 rappresentanti e la trasformazione del Senato in un’assemblea di eletti all’interno delle rappresentanze sindacali, di settore produttivo, camere di commercio ed organizzazioni rappresentative riconosciute a livello regionale e composta da 100 membri. Tutto l’iter legislativo si svolge all’interno della Camera dei deputati che, per l’approvazione, deve aver avuto il consenso dalla Camera dei Rappresentanti solo in materie economiche, fiscali e sociali. Con questa proposta si snelliscono gli iter, si diminuiscono i parlamentari, si erge a dignità parlamentare la rappresentanza di categoria senza passare attraverso discutibili tavoli di concertazione.
2. Elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzione di Capo del Governo. L’obbiettivo è quello di eliminare i brogli politici di una figura, quale quella del Capo dello Stato attuale, che sarebbe rappresentativa ma diventa pregnante a piacere di oscuri poteri.
3. Revisione della legge elettorale con il sistema maggioritario puro per la Camera e proporzionale puro per la Camera dei Rappresentanti con limite a due mandati. Fondamentale il limite a due mandati non ripetibili, si garantisce ricambio e formazione di nuove leve.
4. Definizione di un limite uguale per tutti i candidati per le spese elettorali con una deroga del 15% per la prima candidatura. Il limite di spesa alla campagna elettorale è una garanzia di democrazia e chiarisce ogni aspetto a riguardo dell’uso del capitale per fare politica.
5. La retribuzione per incarichi elettivi o di nomina pubblica non può essere superiore a 3 volte il reddito medio nazionale calcolato dall’ISTAT. E’ giusto pagare per merito ma è anche importante che il denaro pubblico sia speso in base alla situazione economica reale del Paese.
6. Separazione delle competenze insormontabile tra avvocati, giudici, PM, GIP e divieto di candidatura per chi lavora nella giustizia per 5 anni dalle dimissioni. Uno dei cardini della democrazia è l’equilibrio tra politica e giustizia e questo deve essere garantito rigidamente.
7. Abolizione della disoccupazione, chi non lavora presso aziende private è a disposizione di Comuni, Provincie, Enti locali in base alle proprie mansioni come dipendente effettivo e retribuito dalla Stato o da Enti locali. Divieto di rifiuto di ricollocazione in ambiti privati per più di tre volte con sanzioni a carattere penale. Inventare retribuzioni virtuali per chi è disoccupato è una strategia da clientele, chi non ha un lavoro è a disposizione degli enti pubblici e svolge delle mansioni utili alla collettività per le quali è retribuito.
8. Introduzione del concetto di ‘dignità del cittadino’ per cui lo Stato prima di obbligare al pagamento DEVE accertarsi che permangano le condizioni minime di dignità ed in ogni caso non può richiedere pagamenti superiori al 50% di quanto realmente introitato dal singolo cittadino in ogni anno. La truffa delle tasse da pagare a prescindere deve essere smantellata. Le tasse devono essere pagate in base agli effettivi introiti del cittadino o dell’azienda ed in ogni caso lo Stato, indipendentemente dal motivo, non può ridurre un cittadino alla fame o far fallire aziende perché in questo modo in realtà distrugge se stesso.
9. Definizione rigida dei fondi a scopo sociale (previdenza, assistenza) per cui i versamenti nel fondo sono obbligatoriamente legati al proprio reddito mentre l’erogazione ai cittadini avviene secondo la più totale eguaglianza e ripartizione senza distinzione alcuna. I fondi assicurativi integrativi li faranno, se vorranno, coloro che hanno redditi più alti se desidereranno mantenere il tenore di vita.
10. Definizione di nucleo famigliare e di nucleo di convivenza con suddivisione aritmetica del reddito per il numero di famigliari o componenti. Stabilito il totale di introiti in una famiglia o nucleo convivente, questo viene diviso per il numero dei componenti della famiglia o del nucleo ed in base a questo unico valore la famiglia od il nucleo viene tassato come se fosse un unico contribuente. Perché il nucleo famigliare o di convivenza è la ‘casa’ del cittadino.
11. Abolizione delle Regioni e riorganizzazione delle Provincie potenziandole e stabilendo gli ambiti territoriali ottimali in base ai servizi utili al territorio. Le regioni sono strutture più specificatamente politiche ed occupano territori disomogenei, le Provincie sono il riferimento per il territorio.
12. Lotta alla ludopatia.


07) In questa tornata elettorale diversi sono i partiti che si richiamano alla stessa area politica, perché l'elettore di destra deve votare per voi?
Noi siamo presenti solo al Senato con un obbiettivo preciso, l’elettore di destra vota noi al Senato ed uno qualsiasi degli altri partiti di destra alla camera. Il messaggio che ne deriva è che l’elettore di destra vuol mantenere una sua identità ma auspica una collaborazione d’area.

 

 

 

 

 

 

Intervista a cura della Redazione Agenzia Stampa Italia

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