(ASI) Roma - Intervista fatta da f ederico Pulcinelli e dal Direttore Responsabile di Agenzia Stampa Italia Ettore Bertolini al Candidato Premier Antonio Ingroia, ex magistrato e fondatore, insieme a Giulietto Chiesa, della lista del ‘Popolo per la Costituzione’, della quale è anche candidato premier.

Quando e perché nasce la lista del ‘Popolo della Costituzione’? A quale elettorato si rivolge?
È un movimento molto giovane che nasce da un’idea maturata qualche mese fa con Giulietto Chiesa, che ha avuto il primo momento di visibilità il 16 Novembre scorso in una conferenza alla Camera mentre la prima assemblea nazionale c’è stata il 16 Dicembre. Noi ci rivolgiamo al popolo dei delusi dalla politica dei partiti, agli astensionisti e ai tanti italiani affezionati alla Costituzione che il 4 Dicembre 2016 hanno votato ‘No’ al referendum costituzionale proposto da Renzi; la Costituzione è stata salvata dalla manomissione ma ora va applicata sul serio visto che è stata largamente non attuata.

 

Qual è l’avversario principale della vostra lista?
L’avversario principale è quel partito contro la Costituzione che sta dentro lo schieramento del centro-destra, rappresentato da politici come Silvio Berlusconi che è uno degli artefici di questa legislazione anticostituzionale e che negli anni ha tentato di portare avanti manovre di manomissione di questo testo.
Un altro nostro avversario è Matteo Salvini che non considera il principio di uguaglianza. Siamo anche contro a quel centro-sinistra che si impernia intorno al PD di Matteo Renzi, artefice di quella controriforma del referendum costituzionale che però non è fortunatamente stata approvata. Questi sono i nostri principali avversari politici. Ci sono poi dei concorrenti politici come il Movimento 5 Stelle dal quale però ci distinguiamo; il partito, dalla sua nascita, ha perso per strada la bussola della Costituzione, si è smarrito sempre di più ed è rimasto un partito ingabbiato dentro il sistema. Noi siamo un partito giovane, piccolo ma unico e diverso dal sistema dei partiti.

 

Lei afferma che il vostro movimento è rivoluzionario e per questo vi boicottano. Chi lo fa e perché?
Noi siamo un partito rivoluzionario in un paese alla rovescia che vogliamo rimettere in piedi. Noi chiediamo l’attuazione della nostra Costituzionale, come ad esempio vogliamo che sia applicato l’articolo 1 dove si parla della sovranità popolare da cui consegue la sovranità nazionale, oggi limitata da trattati europei incompatibili con l’Italia. Chiediamo l’attuazione dell’articolo 3 sull’uguaglianza sostanziale e dell’articolo 11 sul ripudio della guerra mentre invece siamo impegnati in missioni di guerra camuffate da azioni di pace. Per questo motivo siamo contro il sistema dei partiti, della politica a chiacchiere e contro questo Parlamento illegittimo che ha creato questa legge elettorale, ostile contro i nuovi movimenti ai quali crea degli ostacoli insormontabili. Noi li abbiamo superati anche se non in tutte le Regioni visto che non siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie ovunque. Per questo siamo dei rivoluzionari e vogliamo dare agli italiani un’opportunità in più per non essere costretti ad astenersi.

 

Lei si riferisce alla sentenza della Corte Costituzionale sul ‘Mattarellum’?
Si. C’è stato un limite di coraggio per i giudici della Corte Costituzionale che hanno salvato quel Parlamento che noi riteniamo delegittimato.

 

Anche nel ‘Rosatellum’ ci sono degli elementi di incostituzionalità e lo dicono esperti della Costituzione. Perché Mattarella avrebbe firmato?
Noi non abbiamo condiviso la scelta di Mattarella. Il sindacato di incostituzionalità del Presidente della Repubblica non va in fondo come quello della Corte Costituzionale; la legge viene respinta da quel sindacato solo se palesemente incostituzionale. Il Presidente ha fatto comunque molte scelte discutibili, come lo scioglimento anticipato delle Camere del quale non c’era proprio bisogno.

 

Quali sono le priorità del Paese e i punti principali del vostro programma?
La priorità del paese è lo spaventoso impoverimento complessivo degli italiani che riguarda tutte le classi sociali, dalle più deboli fino a quelle imprenditoriali; un sistema soffocato dalla politica delle austerità che con lo spauracchio del debito pubblico, ha congelato qualsiasi chance di sviluppo del paese.
Ha creato così un effetto a catena, subordinando la politica alla finanza e alle esigenze delle lobby italiane e internazionali; si è potenziato anche il sistema della criminalità organizzata e della corruzione.
Una Costituzione disapplicata anche nel confronto con l’Europa dove i trattati di Lisbona e Maastricht che sono incompatibili con il nostro Stato; essi dovrebbero adeguarsi alla nostra Costituzione ma nel caso in cui non fosse possibile, il nostro Paese dovrebbe recedere da quei trattati. Si tratta di prendere una posizione intransigente rispetto all’Europa.
Un’altra priorità è la necessaria ripresa economica del Paese per uscire dalla gabbia del debito pubblico; questo può avvenire con la creazione di una moneta parallela, con lo Stato italiano che riprenda a rimettere in circolo liquidità per le piccole e medie imprese che potranno riprendere a produrre e a ridare occupazione, allentando così la pressione fiscale. L’unica soluzione è una moneta fiscale. In questo ci distinguiamo dal M5S che vorrebbe invece un reddito di cittadinanza mentre invece noi cerchiamo di realizzare la piena occupazione con questo metodo.

 

In merito alla questione internazionale dove c’è un clima di tensione tra NATO e Russia, voi che posizione prendete?
Noi la pensiamo come la Costituzione e cioè che l’Italia ripudia la guerra. Ma la stiamo disapplicando anche in questo senso. Nel nostro programma noi vogliamo la neutralità dell’Italia, senza alcun nemico e non ha più senso la nostra presenza nell’Alleanza Atlantica poiché la guerra fredda è finita. Non ha più senso che si ospitino nel nostro territorio bombe e missili atomici che mettono in pericolo la popolazione, in violazione delle regole internazionali contrarie all’armamento atomico firmate anche dall’Italia.

 

Diversi settori della politica identificano nella Banca Centrale Europea uno dei fattori di impoverimento dell’Europa. La BCE appartiene a banche private e le nazioni non hanno così sovranità monetaria. Cosa ne pensa dell’idea di assegnare la proprietà e la gestione della BCE alla politica sottraendola al mondo bancario?
La diagnosi è giusta perché noi siamo in mano a istituzioni private, anche grazie a politiche neoliberiste che sono state la rovina del nostro paese. Dobbiamo avviare un’inversione di tendenza da attuare entro i confini nazionali per riconquistare questa sovranità nazionale. Non si può pensare di restituire questo grande debito pubblico e l’unica soluzione sarebbe la creazione di una moneta interna e quindi avere liquidità.

 

Secondo alcune tesi di studiosi, delle quali parla anche Giulietto Chiesa, le banche commerciali creano moneta dal nulla e omettono di registrare questa generazione nei propri conti all’attivo. Così facendo si commettono reati di evasione fiscale e falso in bilancio. Si è mai chiesto perché la magistratura non ha mai indagato in questo senso?
Quando dico che dobbiamo riconquistare sovranità e autonomia, mi riferisco anche alla magistratura; anche essa è dentro a questo processo di omologazione del sistema. Sono sempre più rare le indagini in cui si mettono i veri criminali al centro come ad esempio l’indagine della magistratura di Trani che ha messo tra i propri obbiettivi le agenzie di rating e le relative speculazioni fatte a spese dei cittadini. Nel nostro programma chiediamo alle categorie danneggiate dalle agenzie di rating di fare una ‘class action’ per un risarcimento miliardario che rientrerà nelle tasche degli italiani.

 

Ettore Bertolini - Federico Pulcinelli - Agenzia Stampa Italia

Trascrizione scritta fatta da Claudia Piagnani

Montaggio Video Natsuko Moritake

 

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