(ASI) Italia - Nella giornata di ieri, 16 gennaio 2018, in una conferenza stampa a Parigi il Commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici ha parlato della situazione italiana alla viglia delle elezioni politiche del 4 marzo.

A 47 giorni dal voto, con una situazione ancora dubbia riguardo ai probabili vincitori e con una maggioranza da raggiungere per evitare ulteriori governi tecnici, il problema su cui si sofferma Moscovici è su quali rischi si potrebbero creare per la situazione politica europea. Egli afferma: “L'Italia si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza uscirà dal voto di marzo? Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell'Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo. [...] Oggi è difficile immaginare quale coalizione uscirà dal voto, con quali ambizioni europee, anche se con l'approssimarsi delle elezioni tutti i partiti rivedono il loro posizionamento rispetto all'euro”.
Successivamente cerca di abbassare i toni ma il senso di quello che ha affermato non sembra essere fraintendibile: “Ho detto che siamo semplicemente di fronte a delle incertezze politiche legate a scelte politiche, che occorre attendere che siano risolte per dare tutti insieme l'impulso indispensabile”.


Parla anche di Luigi Di Maio, candidato premier M5S, il quale ha proposto di superare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil: “È un controsenso assoluto. Sul piano economico questa riflessione non è pertinente: il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit significa combattere il debito. E combattere il debito significa rilanciare la crescita”. Poi aggiunge: “Penso che sul piano economico questa riflessione non sia pertinente, il tetto del 3% ha un senso, questo senso è evitare che il debito slitti ulteriormente e il debito italiano non può slittare ulteriormente”.
Moscovici esprime il proprio parere anche sulle parole del candidato leghista alla presidenza della Lombardia, Attilio Fontana, che aveva parlato di difesa dalla ‘razza bianca’: "I partiti illiberali, razzisti, estremisti - afferma il Commissario - vanno combattuti sul terreno politico. Siamo delle democrazie, bisogna lasciare i popoli votare. Anche se sono parole ovviamente scandalose”.

È di poche ore fa la notizia che il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, parlando a Radio Anch’io su Radio Raiuno, si discosta pubblicamente dalle parole del Commissario europeo: "Se fossi stato al posto di Moscovici sarei stato più prudente, non avrei fatto quella dichiarazione nel mezzo della campagna elettorale. [...] Il messaggio dall'Ue non è quello di Moscovici: le istituzioni europee non devono interferire". Tajani ammette comunque un po' di preoccupazione per una possibile instabilità ma è convinto che gli italiani andranno a votare per far contare di più il loro Paese e che daranno un governo saldo. Ha aggiunto anche che il tetto del 3% non deve essere per forza un principio assoluto ma che comunque devono essere esposte delle alternative e delle finalità reali al cambiamento.

Ma gli italiani si chiedono: perché tutta questa ingerenza da parte dell’Unione Europea riguardo ai problemi politici della nostra nazione? Un Commissario agli affari economici che si mette a dare giudizi su questioni non prettamente economiche come colori di razze o candidati politici, suscita per forza qualche perplessità. Asserisce forse che noi italiani non siamo in grado di decidere nel migliore dei modi e autonomamente del nostro futuro politico?
Alcuni rappresentanti dei partiti italiani sono insorti di fronte alle taglienti parole di Moscovici, che nel suo intervento parla dell'Italia “come un gatto che cade sempre in piedi”.


Ecco ad esempio le parole di Giorgia Meloni (FI): “Penso che l’Europa debba farsi i fatti suoi sulla campagna elettorale italiana e che l’Italia debba disinteressarsi di quello che dice l’Europa. L’Ue ha poco da insegnarci: con noi è stata come quei santoni che fanno finta di curare le malattie e intanto ti rubano tutto il patrimonio”.


Si difende così Attilio Fontana di Lega Nord: “Ho detto fin dall'inizio – ha spiegato il leghista candidato del centrodestra alla regione Lombardia alle prossime elezioni del 4 marzo - che ho usato un'espressione inopportuna, ma il problema deve essere affrontato". Ha inoltre aggiunto che sarebbe opportuno “cambiare anche la Costituzione perché è la prima a dire che esistono razze".


Riportiamo anche la reazione di Matteo Salvini, leader della Lega: "Inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane - ha detto il leader della Lega - Le politiche di immigrazione incontrollata e di sacrifici economici imposte dall'Europa sono state un disastro e verranno respinte dal libero voto degli italiani, i burocrati di Bruxelles stiano tranquilli".


Interviene anche Marco Valli, eurodeputato del M5S: “Il Commissario Pierre Moscovici e la Commissione Europea si concentrino sul grosso problema del surplus commerciale sul saldo delle partite correnti della Germania, che viola le regole europee da anni e spinga per importanti riforme nei paesi come Olanda e Lussemburgo, per eliminare il problema dei paradisi fiscali nell’Eurozona. Sul debito bisogna essere intellettualmente onesti e abbandonare il dogma tedesco dell’austerità come unica soluzione”.


Risponde così il candidato premier M5S Luigi Di Maio a Corriere Live: "Chiedo un confronto pubblico a Moscovici, in quanto noi pensiamo che la ricetta di stare nei parametri non abbia funzionato, ma io non penso che debba aumentare il debito pubblico. Noi vogliamo fare investimenti in deficit ad alto moltiplicatore per ripagare il debito e, tra l'altro, Moscovici viene da una nazione che ha sforato il 3% per anni".


Queste invece le parole della deputata M5S Laura Castelli: "L'Italia non è una colonia e i cittadini non devono rispondere ai funzionari europei e alle banche. Noi vogliamo ridare all'Italia lo spazio che altri paesi europei come Francia e Germania hanno già ottenuto. Il nostro programma economico prevede risorse per rilanciare investimenti, occupazione e ridurre anche il debito che con il governo Gentiloni, forse più simpatico a certi burocrati europei, è schizzato alle stelle. Non abbiamo paura ma abbiamo la forza delle nostre proposte, tutte messe nero su bianco a differenza degli slogan di altri partiti".

C’è da ricordare infine le parole di Pierre Moscovici di qualche giorno fa sulla Grosse - Koalition: "Tutte buone idee per la Germania e per l'Europa", dopo l'accordo preliminare raggiunto in Germania tra la CDU-CSU di Angela Merkel e la SPD di Martin Schulz per una nuova grande coalizione. Così tanta fiducia per il futuro governo tedesco, mentre per l’Italia solo scetticismo e pessimismo. Si ricrederà prima o poi? Lo speriamo. Riprendendo le dichiarazioni di Moscovici che definisce ‘l’Italia come un gatto che cade sempre in piedi’, gli dimostreremo che la nostra nazione sa come tirare fuori le unghie. Un intervento quello del Commissario UE Pierre Moscovici che deve indurci, quantomeno, ad una profonda riflessione: quali paure evocano le elezioni politiche in Italia all'Unione Europea? Inopportuna ingerenza esterna o necesario ammonimento? Gli Italiani sono veramente liberi di scegliere il proprio Governo? Oppure hanno necessità di un tutore straniero che gli indichi ciò che è 'democraticamente' giusto?

 

Claudia Piagnani – Agenzia Stampa Italia

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