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(ASI) «Prima questa emergenza era stata colpevolmente trascurata, il nostro intervento è stato positivo e ha oltretutto sviluppato una sensibilizzazione anche a livello europeo, tanto che la stessa Commissione Ue ha posto quello dei campi nomadi come tema centrale per tutti».

 Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenuto in occasione della chiusura definitiva del campo nomadi di via Triboniano, sancita con una firma davanti ai giornalisti in prefettura a Milano, cui hanno preso parte anche il Commissario per l'emergenza nomadi prefetto Gian Valerio Lombardi e il sindaco Letizia Moratti. Il prefetto di Milano ha presentato con «soddisfazione l'esito di un lavoro reso possibile da uno sforzo comune delle istituzioni, che hanno cercato di lavorare sulle persone senza ricorrere a misure coattive». Al Triboniano, è stato spiegato in conferenza stampa, sono stati coinvolti 123 nuclei familiari, per un totale di 439 persone, in 115 progetti di reinserimento e solo 8 famiglie non hanno aderito ad alcuni di essi, ora affidate temporaneamente alla Protezione Civile.

Espressa da parte del sindaco Moratti la volontà di «proseguire la politica di azzeramento dei campi abusivi, alleggerendo nello stesso tempo quelli regolari, che - ha annunciato - vanno diminuiti in maniera drastica già entro quest'anno».

A Milano dovrebbero, pertanto, rimanere attivi solo quattro campi di dimensioni ridotte rispetto a quanto accadeva in passato.

Durante l'incontro con la stampa, il ministro Maroni è tornato sul tema immigrazione, annunciando che sarà presentato al Consiglio dei Ministri «un provvedimento urgente» per ripristinare la possibilità di espulsione diretta degli irregolari, dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea sul reato di immigrazione clandestina.

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